Caso di Stefano Bertusi: risolta l’odissea burocratica della vedova

C'è una buona notizia nella vicenda di Stefano Bertusi, buona sebbene riguardi la triste vicenda del 64enne bolognese sparito nel 2015 da una clinica sui colli e i cui resti vennero ritrovati ben 9 anni dopo, poco lontano. Dopo quel ritrovamento, per la vedova è iniziata una odissea burocratica che si è conclusa solo in questi giorni. E' farlo sapere è l'avvocato Barbara Iannuccelli, che in Emilia-Romagna rappresenta Penelope, associazione che riunisce amici e familiari delle persone scomparse.  Stefano Bertusi era finito al centro di un caso davvero paradossale, dopo essere sparito nel 2015 da una clinica in via dell'Osservanza. I suoi resti vennero ritrovati ben 9 anni dopo, poco lontano, in un'area boschiva lungo via Vallescura. Da allora, a causa del mancato invio al Comune dei documenti dell'identificazione di quei resti, per l'anagrafe Bertusi è risultato a lungo ancora vivo. Un problema non da poco per Paola, la vedova, nella gestione di molte pratiche: dalla banca, alla pensione. Il paradosso è arrivato a una soluzione grazie all'interessamento di Iannuccelli e poi della Questura, che ha inviato al Comune gli atti che mancavano. Il certificato di morte è stato così emesso il 24 aprile 2026. Una mano l'ha data anche l'attenzione dei media, tra cui E'tv che ha sempre seguito questo caso. Proprio dopo uno dei nostri servizi il direttore dell'Inps di Bologna si è interessato e ha contattato l'avvocata per collaborare alla risoluzione degli aspetti più burocratici. Qualche giorno fa, la signora Paola ha ricevuto i conteggi della pensione di reversibilità e chiuso tutte le pendenze.