L’Estragon di Bologna fa sapere che impugnerà la sentenza con cui la Corte dei conti ha condannato il club a risarcire 66.000 euro per aver ricevuto, tramite bandi a cui partecipò l’allora presidente Lele Roveri, contributi economici dal Comune pur essendo in arretrato sui pagamenti di Tari, Tarsu e Tares. Circostanza per cui i magistrati contabili hanno addebitato altri 33.000 euro, in totale, anche ai dirigenti comunali Osvaldo Panaro e Giorgia Boldrini. Per la cooperativa che gestisce l’Estragon è “doveroso fornire alcuni elementi di contesto essenziali per una corretta lettura della vicenda”, recita una nota. Le domande di accesso ai bandi contestati furono presentate tra il 2019 e il 2022 e in quel periodo, scrive dunque l’Estragon, per 18 mesi consecutivi le attività della coop furono “integralmente sospese” per le misure legate al Covid. In quei mesi “soci e dipendenti si trovavano in cassa integrazione e l’intera filiera dell’intrattenimento e della cultura dal vivo era paralizzata. Le uniche attività concretamente autorizzate- ricorda l’Estragon- erano proprio quelle all’aperto previste dai bandi del Comune per l’estate: si trattava, di fatto, dell’unica fonte di sostentamento disponibile per la cooperativa e per chi vi lavorava”. Fu in questo “contesto di straordinaria difficoltà- sottolinea la società- che maturò anche l’impossibilità di saldare integralmente alcune posizioni debitorie, peraltro già rateizzate proprio per consentire la partecipazione ai bandi estivi, nell’unico quadro operativo allora possibile. Le scelte operate in quel frangente rispondevano all’esigenza di preservare i livelli occupazionali e di garantire una prospettiva ai lavoratori e alle loro famiglie”. Si trattò di “decisioni assunte in buona fede- si difende l’Estragon- in un contesto normativo e operativo reso oggettivamente caotico dall’emergenza sanitaria, con regole che cambiavano di continuo. Eventuali imprecisioni nella documentazione presentata vanno dunque ricondotte a questo quadro di incertezza, senza alcuna intenzione di trarre in errore le amministrazioni né di conseguire vantaggi personali”. L’Estragon sottolinea poi di essere “un soggetto radicato nel tessuto culturale del Paese”, che ha “sempre intrattenuto con le amministrazioni pubbliche un rapporto improntato alla trasparenza e alla leale collaborazione. È in questa cornice che vanno lette anche le scelte compiute negli anni più difficili della pandemia”. Conferma di ciò, continua la società, “viene anche dal fatto che tutti i contributi ricevuti sono stati interamente destinati alle finalità culturali e ricreative per le quali erano stati erogati, ovvero eventi gratuiti a beneficio della città e della comunità bolognese. Ed esattamente come per gli altri operatori ammessi ai medesimi bandi, sono stati interamente rendicontati, centesimo per centesimo”. Infine, l’Estragon segnala che “la giurisprudenza della medesima Corte dei conti non appare univoca in merito a questo punto. Pochi mesi or sono, infatti, in una fattispecie giudicata dallo stesso collegio come del tutto analoga, i giudici contabili hanno escluso la sussistenza del danno erariale, ritenendo che le somme ricevute fossero state utilizzate per finalità collettive e coerenti con le previsioni dei bandi. Per questo, riteniamo che questa disomogeneità di trattamento meriti di essere approfondita in sede di impugnazione e ci prepariamo a proporre appello, tramite i nostri difensori”
L’Estragon impugnerà la sentenza della Corte dei Conti