Dopo la comparsa delle scritte e delle minacce contro la premier Giorgia Meloni e contro la polizia, tracciate in alcune strade del centro di Bologna, il sindaco Matteo Lepore, che ha contattato privatamente la presidente del consiglio per esprimere la sua solidarietà, ha annunciato che ieri ha dato mandato di cancellare i tag e le scritte. “Ogni intimidazione – scrive il sindaco in una storia social – va condannata con fermezza, sempre. Senza distinzione. La violenza e l’odio non possono mai trovare spazio nel confronto democratico. A nome mio e della città, solidarietà a Giorgia Meloni e alle forze di polizia”. Anche il presidente dell’Emilia-Romagna, Michele de Pascale, ha espresso sui social la sua vicinanza alla premier e alle forze di polizia: ‘Le scritte e le minacce comparse a Bologna – afferma – sono un fatto grave e inaccettabile che va condannato senza alcuna ambiguità”. L’eurodeputato di Fratelli d’Italia, Stefano Cavedagna, ha comunque annunciato che presenterà “una denuncia contro ignoti per la gravissima minaccia di morte contro Giorgia Meloni apparsa sui muri di vicolo Bianchetti. Sono reati rispetto ai quali si può procedere d’ufficio, ma le istituzioni – afferma – non possono essere attaccate così, con un clima d’odio che purtroppo è stato alimentato dalla sinistra che governa la città nelle ultime settimane. Che si trovino i responsabili e vengano puniti. Tolleranza zero con chi continua a diffondere odio”.