Piove, affitto ladro: potremmo così sintetizzare, parafrasando il famoso adagio che incolpa il Governo di qualsiasi colore esso sia, anche del meteo, il cuore di una recente ricerca universitaria sul rapporto clima-caro albergo. L'Alma Mater infatti, attraverso il suo Dipartimento di Scienze economiche, anche per dare una risposta magari non risolutiva delle piaghe del portafoglio ma almeno delle pieghe della psiche di chi si dovrà abituare a sorbirsi tra gli affitti più cari d'Italia, quelli di Bologna appunto, ha messo in stretta relazione, quasi in rapporto di causa/effetto, i rovesci temporaleschi o le improvvise soleggiate, con l'andamento delle tariffe delle offerte turistiche. In sostanza se il meteo prevede acqua, i prezzi diminuiscono fino al 10%, se c'è il sole aumentano anche del 3%. E' vero che i campioni dei circa 1300 alberghi interessati alla ricerca esulano dalla nostra città, ma lo studio è tranquillamente applicabile, per ragioni squisitamente di logica transitiva, anche a Bologna e dintorni. Il dato più interessante, e per certi versi vagamente speculativo, riguarda come l'aumento di 1 grado della temperatura, in un campione preso in esame da maggio a giugno, possa comportare un aumento della camera in media del 2,8%. In piena estate però, nelle città d'arte, la rotta si inverte. Il caldo torrido può addirittura comportare un abbassamento dei prezzi. Insomma, per noi che arriviamo alla fine del mese gettando il cuore oltre l'ostacolo, per farci una bella vacanzina senza necessariamente dover impegnare un rene, la speranza è che in inverno imperversi il maltempo e che in estate si crepi dal caldo.