Francesca Alinovi, giovane docente universitaria, scompare nel giugno del 1983. Per tre giorni nessuno riesce a mettersi in contatto con lei. Poi, in via del Riccio, nel cuore di Bologna, l’intervento dei vigili del fuoco e della polizia porta alla scoperta di un delitto destinato a segnare la città. Con 'Il caso Alinovi. Quando il cielo precipitò su Bologna', Maurizio Garuti, narratore e autore teatrale di San Giovanni in Persiceto, torna su una delle vicende di cronaca più discusse della storia bolognese recente, scegliendo la forma del romanzo per restituire non solo i fatti, ma anche il clima umano, culturale e investigativo di quegli anni. Al centro del libro, pubblicato da Minerva e presentato nei giorni scorsi, c’è appunto Francesca Alinovi, 35 anni, professoressa del DAMS, critica d’arte riconosciuta a livello internazionale, appassionata interprete delle nuove forme espressive e in particolare dei graffiti metropolitani. Figura carismatica, capace di attrarre studenti, artisti e intellettuali, Alinovi diventa nel romanzo il fulcro di un mondo vitale e inquieto. Garuti costruisce la narrazione seguendo l’indagine del commissario Otello Mariani, personaggio letterario chiamato a fare luce su un omicidio feroce e misterioso. Intorno a lui si muove una Bologna sospesa tra i portici, le gallerie d’arte, il DAMS, le case degli studenti, le memorie ancora vive della strage alla stazione e il fermento culturale degli anni Ottanta.
“Il caso Alinovi. Quando il cielo precipitò su Bologna”, il romanzo di Maurizio Garuti su una pagina buia di Bologna
Il libro ripercorre la vicenda dell'assassinio, avvenuto in città nel 1983, della giovane docente del DAMS Francesca Alinovi