“Nel pieno rispetto degli accertamenti della magistratura, è doveroso fornire un elemento di contesto finora rimasto in secondo piano: l’uomo deceduto a Bologna non era affatto sconosciuto alle Forze dell’Ordine, ma un soggetto con un curriculum criminale di primo piano. A suo carico risultano infatti numerosi precedenti tra cui un arresto da minorenne per detenzione di stupefacenti, uno nel 2004 nell’ambito di una vasta operazione della Dda di Bologna per traffico di droga, una denuncia nel 2005 per lo stesso reato, un altro arresto nel 2019 per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio e un altro ancora nel 2022 per lesioni personali”. Lo riferisce Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp.
“Questi elementi non intendono in alcun modo anticipare le conclusioni della magistratura né attribuire responsabilità diverse da quelle che saranno accertate, ma restituiscono il quadro oggettivo della pericolosità e della potenziale aggressività della persona con cui i poliziotti si sono trovati a confrontarsi. Chi interviene su strada deve prendere decisioni in pochissimi secondi di fronte a soggetti con una comprovata inclinazione alla violenza e al rifiuto delle regole. Chiediamo dunque che si smetta di alimentare processi mediatici e che l’operato dei poliziotti venga valutato sulla base dei fatti e non dei pregiudizi”, aggiunge il sindacalista.