Questa volta tocca alla sinistra, sì perché è una sorta di ping-pong, non fosse che la materia è molto seria. Non tanto perché i destinatari delle missive rischino davvero la propria incolumità, almeno speriamo, quanto perché la vicenda testimonia un clima di demonizzazione dell'avversario, da entrambe le parti politiche, che solletica gli squilibrati mentali. Tipo quello che ha portato a palazzo d'Accursio una lettera indirizzata al sindaco Matteo Lepore ed all'ex Governatore Stefano Bonaccini, oggi presidente del Pd con su scritto “condannati a morte”. Negli ultimi mesi tra denunce e controdenunce di posta minatoria, scritte sui muri, pupazzi appesi a testa in giù ed altre espressioni di profondo disagio varie ed eventuali, la lista della spesa al banco dell'odio è lunga e variopinta. In un contesto peraltro in cui già il primo cittadino bolognese è sotto scorta dopo gli attacchi social in seguito alle vicende del caso Fakir. Pioggia di solidarietà a Lepore e Bonaccini dopo l'ultimo episodio, su tutti va citata il segretario nazionale Elly Schlein, la quale parla di “impoverimento della democrazia trasformando l'avversario in un bersaglio”. Dall'altra parte solidarietà dal centrodestra: il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, il bolognese Galeazzo Bignaimi sottolinea come la dialettica politica, debba sempre restare nel perimetro del rispetto democratico. Ecco sarebbe auspicabile che ogni minaccia trovasse sempre e repentine solidarietà bipartisan.
C’è posta (minatoria) per voi
Missiva di "condanna a morte" per Lepore e Bonaccini recapitata a palazzo d'Accursio. Solidarietà bipartisan della politica