A tre anni e mezzo dalle esondazioni del Ravone di maggio 2023, che più volte allagarono via Saffi, il Tribunale regionale delle acque pubbliche (presso la Corte d’Appello di Firenze) ha condannato in solido Comune di Bologna e Regione Emilia-Romagna a risarcire i cittadini danneggiati: la famiglia Vianelli, proprietaria del negozio che 'esplose' per la furia del torrente, l'intero condominio di via Saffi 22 e i proprietari di un altro locale interrato. I danni riconosciuti superano i 178mila euro. “Prendiamo atto della sentenza del Tribunale e rispettiamo il pronunciamento della magistratura, è il commento del Comune tramite l'assessore Daniele Ara, che rimanda ogni valutazione sul seguito giudiziario ai legali dell’assicurazione. Secondo la sentenza, a causare quel disastro furono i puntelli messi dal Comune nel tratto interrato del torrente. "Da un lato siamo contenti che il Tribunale abbia riconosciuto le nostre richieste -è il commento di Luca Vianelli, proprietario con il fratello nel negozio di via Saffi- dall'altro come cittadini siamo sicuramente dispiaciuti che si sia dovuti arrivare a questo. L'ente pubblico nel mio pensare deve nel momento dell'emergenza deve essere a fianco del cittadino, non contro. In questo caso non è successo, in parte sicuramente per un approccio, chiamiamolo sbagliato, del sindaco, peraltro anche da lui riconosciuto la scorsa estate, per il quale io ho la ferma convinzione che sia stato mal consigliato." Vianelli aggiunge anche un'altra riflessione: "Sentirsi accusare, come è successo all'epoca, di una responsabilità che il sottoscritto sapeva di non avere, di una situazione in cui ci potevano anche essere dei morti, potrebbe causare un po' di squilibrio psicologico, cosa che a me è anche capitata. Questo spero che sia servito, a chi ha tenuto questo atteggiamento, per capire l'errore che ha commesso e cercare di farne tesoro per il futuro, ribadendo che probabilmente gli erano arrivate delle informazioni sbagliate."