Agenti aggrediti in stazione e al carcere, i sindacati di polizia chiedono condizioni operative più sicure

L'ultima aggressione a un operatore delle forze dell'ordine è avvenuta in stazione, a Bologna, dove sabato un agente della Polizia Ferroviaria ha riportato lesioni, con una prognosi di 5 giorni, dopo essere stato aggredito da un 30enne originario del Ghana, che poco prima aveva assalito anche una viaggiatrice. Secondo quanto ricostruito, l'uomo se l'era presa senza motivo con una cittadina cinese che era in attesa al binario 3. All'arrivo dei poliziotti, ha reagito con calci e sputi, causando le ferite a uno degli operatori. L'uomo era già noto come frequentatore della stazione ed è stato arrestato per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. "E' l'ennesima aggressione a un poliziotto in servizio", commenta Pasquale Palma, segretario provinciale del sindacato Siulp, che esprime solidarietà al collega e chiede a politica e istituzioni "strumenti normativi efficaci, organici adeguati, formazione e condizioni operative più sicure" per gli agenti, in particolare nelle stazioni e nei grandi nodi ferroviari. Anche il sindacato Sap, con il Segretario Provinciale Tonino Guglielmi, ribadisce con forza una richiesta non più rinviabile: telecamere bodycam per ogni singolo agente, per mostrare esattamente le dinamiche dei fatti e trasmettere la reale situazione in cui si opera ogni giorno. I fatti accaduti in stazione seguono altri episodi di violenza che si sono verificati nel carcere bolognese della Dozza. Il 14 agosto un detenuto del reparto penale ha puntato una lametta alla gola di un agente, che ha riportato un piccolo taglio, poi ha aggredito il personale intervenuto colpendo con un calcio al petto un altro agente. L'indomani, giorno di Ferragosto, un altro detenuto ha appiccato un incendio nel reparto infermeria: gli idranti non funzionavano e il personale ha dovuto spegnere le fiamme con secchi d'acqua. Due agenti sono rimasti intossicati.