“Siamo tutti rimasti colpiti da questa valanga d’odio” che sui social ha investito il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, “certo che ci preoccupa”. Lo afferma il segretario del Pd di Bologna, Enrico Di Stasi, tornando sul clima seguito alla manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir, sfociata in tensioni nel centro cittadino e accompagnata da una ondata di attacchi social al sindaco, ora sotto scorta. “Abbiamo visto come, attraverso l’odio, la violenza e anche questo tipo di strumenti, si possa in qualche modo indirizzare l’opinione pubblica, ma soprattutto creare un clima di sconcerto, di scontento e di paura che allontana le persone – osserva Di Stasi – Credo che l’obiettivo di queste modalità sia proprio quello di allontanare i cittadini dalla politica e dall’impegno diretto”. Guardando alle prossime scadenze elettorali, il segretario dem sottolinea che “sarà importante capire quali saranno i tempi delle elezioni”, ma assicura che il Partito democratico si presenterà con una “rinnovata unità, non soltanto propagandata ma praticata, dal livello nazionale a quello locale”. “Quello che è successo nelle ultime settimane a Bologna e in Emilia-Romagna, contro Matteo Lepore e diversi esponenti del Pd, ci fa immaginare che questo possa essere l’antipasto di quello che vedremo”, conclude.