Leda Stupazzoni, l’82enne di Castel d’Aiano accusata dell’omicidio del marito Roberto Berti, è ritenuta capace di partecipare al processo a suo carico. Lo ha deciso, questa mattina, la Corte d’Assise di Bologna che ha fissato per l’8 luglio la prossima udienza. Il delitto è avvenuto il 23 novembre 2024 nell’abitazione della coppia che si trova nella frazione Razora di Castel d’Aiano. L’82enne si è sempre proclamata innocente.
Dall’agenzia stampa DIRE: “Leda Stupazzoni sebbene “affetta da un Disturbo neurocognitvo maggiore lieve-moderato… ha piena capacità di presentarsi al dibattimento e affermare, rispetto alle gravi accuse, la propria posizione, che esprime con coerenza nel tempo ripetendo la ricostruzione dei fatti a propria difesa”. Lo scrive nella sua relazione lo psichiatra Giancarlo Boncompagni, che il mese scorso era stato incaricato dalla Corte d’Assise di Bologna, presieduta dal presidente del Tribunale bolognese Pasquale Liccardo, di svolgere una perizia psichiatrica sull’82enne Leda Stupazzoni,cusata di aver ucciso, ac il 23 novembre del 2024 nella frazione Razora di Castel d’Aiano, il marito 81enne Roberto Berti. Secondo Boncompagni, che questa mattina ha illustrato in aula le proprie conclusioni, il disturbo di cui soffre l’imputata “non ne compromette la capacità di stare a giudizio”. Stupazzoni, spiega l’esperto, “ha dimostrato, durante le operazioni peritali, di essere ben cosciente del procedimento in corso a suo carico” e di “essere accusata di essere responsabile dell’omicidio del marito”. Sulla base dell’imputazione, prosegue il perito, la donna “ha riferito con forza ed articolazione logica la propria linea difensiva, affermando di essere estranea ad ogni responsabilità di quanto accaduto”, come aveva già fatto nell’ottobre del 2025 in un’intervista ad una trasmissione Mediaset. In relazione ai fatti per i quali è imputata, Stupazzoni “ha risposto, in modo coerente, di essere ingiustamente accusata per l’omicidio del marito”, affermando a più riprese di essere innocente e “dichiarando la propria stanchezza per essere accusata ingiustamente” ed “esprimendo la propria disperazione fino al pensiero che pur di finire questo ‘tormento, sarebbe meglio arrivare alla condanna o morire'”.