Morto da 9 anni ma vivo per l’anagrafe: finalmente risolto il caso di Stefano Bertusi

Morto da 9 anni ma vivo per l’anagrafe: finalmente risolto il caso di Stefano Bertusi

E' l'avvocato Barbara Iannuccelli a dare la notizia, una buona notizia sebbene riguardi la triste vicenda di Stefano Bertusi, 64enne bolognese all'epoca della morte, al centro di un caso davvero paradossale. L'uomo sparì nel 2015 da una clinica in via dell'Osservanza e i suoi resti vennero ritrovati 9 anni dopo, poco lontano, in via Vallescura. Da allora, era il 2024, la Procura non ha mai trasmesso al Comune i documenti dell'identificazione di quei resti, con il risultato che, per l'anagrafe, Bertusi risultava ancora vivo. Un problema non da poco per la vedova, bloccata burocraticamente nel fare ogni cosa, dalla pensione del marito alla gestione delle pratiche in banca. Il paradosso è finalmente avviato a una soluzione grazie all'interessamento di Iannuccelli, che in Emilia-Romagna rappresenta Penelope, associazione che riunisce amici e familiari delle persone scomparse. Una mano l'ha data anche l'attenzione dei media, tra cui E'tv che ha sempre seguito questo caso. Proprio dopo uno dei nostri servizi il direttore dell'Inps di Bologna, Fabio Cappello, si è interessato e ha contattato l'avvocata per collaborare alla risoluzione del problema. Un'altra mano è arrivata dalla Questura, come spiega Iannuccelli, che ha finalmente inviato al Comune gli atti che mancavano. Il certificato di morte del povero Stefano Bertusi è infine stato emesso il 24 aprile 2026. Il caso, si può dire risolto.