Il Comune di Bologna ha approvato il progetto esecutivo per la messa in sicurezza della torre Garisenda, che prevede il montaggio delle "macchine da tiro" provenienti da Pisa. L'importo complessivo ammonta a 5,521 milioni di euro e "per la realizzazione delle lavorazioni previste si rende necessario il termine di esecuzione dei lavori in 256 giorni naturali e consecutivi dalla data di consegna", si legge nel provvedimento dell'area Edilizia pubblica. In sostanza si tratta di "opere propedeutiche per il vero consolidamento e restauro della torre", ricordano gli uffici di Palazzo D'Accursio, confermando che l'intervento di messa in sicurezza è suddiviso in due fasi. La prima "riguarda lo smontaggio, il trasporto in stabilimento e la messa in funzione, con collaudo, delle macchine di tiro della primaziale di Pisa, debitamente adeguate per il caso specifico della torre, ed è propedeutica, anche dal punto di vista progettuale, rispetto alla seconda". Il collaudo dei tralicci, ha segnalato il Comune nei mesi scorsi, si è svolto nei cantieri della ditta Trevi a Cesena e si è concluso a febbraio. La seconda fase, poi, "riguarda la posa delle macchine di tiro sui lati nord e ovest della torre Garisenda, tramite lavori di fondazione e fissaggio di pali, il montaggio di una struttura metallica di sostegno delle macchine fino a un'altezza di nove metri, montaggio delle macchine adeguatamente modificate per poter svolgere le funzioni di tiro in maniera controllata e con grande gradualità in modo da diminuire le azioni verticali al basamento".In affiancamento alla progettazione, contemporaneamente, "l'amministrazione ha studiato una nuova gara per il servizio di monitoraggio, che prevede la raccolta dei dati in una sola piattaforma", viene riepilogato sempre nel provvedimento dell'Edilizia pubblica. "Questo consente una lettura sistematica di tutti i dati strumentali 24 ore su 24 con la possibilità di aggregarli in poco tempo. Tutto questo ha implicato uno studio approfondito sul corretto funzionamento degli attuali strumenti di misurazione- prosegue l'atto- definendo quali sensori ritenere tra i più affidabili per potere controllare il comportamento della torre in ogni momento della giornata, nell'arco dell'anno. Lo studio ha previsto anche l'installazione di una stazione totale per avere una sovrabbondanza di dati di coordinate spaziali in grado di dettagliare, insieme al pendolo, il movimento della torre in elevazione. Sono stati installati anche nuovi piezometri per misurare le interferenze nel sottosuolo". Per quanto riguarda la copertura della spesa, dopo che il Comune ha deciso di uscire dal percorso Pnrr, si conferma lo schema che era stato illustrato dal sindaco Matteo Lepore: quattro milioni di contributo della Regione Emilia-Romagna e 1,521 milioni a carico di Palazzo D'Accursio tramite i fondi provenienti dall'imposta di soggiorno.
Alla luce di questo piano, dei suoi costi e dei tempi, l'opposizione torna all'attacco. Per il capogruppo della Lega Matteo di Benedetto, il fatto che si parli di 256 giorni solo per la messa in sicurezza propedeutica al lavori di consolidamento della Garisenda conferma che siamo ancora nella fase preliminare e questo significa che, a distanza di molto tempo, non siamo ancora entrati nel cuore dell’intervento e che i tempi complessivi saranno inevitabilmente lunghi, ben oltre gli annunci fatti dal sindaco e dalla giunta. Anche l'europarlamentare di FdI Stefano Cavedagna critica la Giunta su costi e tempi di questo piano.