La pioggia non ha fermato il presidio dei ciclisti all’incrocio tra via dell’Arcoveggio e via De Giovanni, a Bologna, dove la 23enne Viola Mazzotti è morta dopo essere stata investita da un camion. Sul posto si sono radunate decine di persone e sono stati posizionati simbolicamente, a inizio presidio, dei coni stradali bianchi e rossi. Su un palo alcuni mazzi di fiori e una foto ricordano la 23enne.Presenti anche l’assessore alla Mobilità del Comune di Bologna, Michele Campaniello, oltre ad alcuni consiglieri di maggioranza come Simona Larghetti (Coalizione civica) e Claudio Mazzanti (Pd).
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“Siamo qui a un giorno di distanza dal tragico incidente in cui ha perso la vita Viola, spiega la presidente di Salvaiciclisti, Isabella Cioccolini: “Siamo qui non solo per esprimere solidarietà alla famiglia e alle persone care e per starci vicini come comunità, ma anche per chiedere di nuovo e con forza all’amministrazione di realizzare le infrastrutture che ci permettano di spostarci in sicurezza in strada, perché in bici e a piedi ci si sposta al pari che con i mezzi a motore. Siamo utenza della strada a tutti gli effetti e dobbiamo poterlo fare in sicurezza”. Aggiunge l’attivista: “Abbiamo visto che l’introduzione dei sensori per i mezzi pesanti sta diventando realtà, ma questo non basta. Serve anche sensibilizzare, comunicare e informare la cittadinanza che si rende responsabile di queste tragedie che guidare è anche un atto di responsabilità e che l’articolo 40 del Codice della strada dice che sugli attraversamenti ciclabili e pedonali, le persone che li attraversano hanno la precedenza. Questo è bene ricordarlo, purtroppo”. Intanto Larghetti, che è anche delegata alla Mobilità in Città metropolitana, ha ricordato Mazzotti nell’aula di Palazzo Malvezzi sottolineando che “le circostanze delle ultime morti ci ricordano un punto chiave: gli incroci sono luoghi di massima vulnerabilità. Rallentatori, limiti e segnaletica non bastano se l’incrocio è progettato come se il corpo umano fosse un ostacolo e non un valore da proteggere. Come gruppo e come istituzione metropolitana, faremo la nostra parte: continueremo a dare piena attuazione al Piano della sicurezza stradale metropolitano, a partire da strumenti educativi e culturali, perché una comunità si salva quando impara a rispettare chi si muove”.