Bologna ai 30 torna in bilico

Bologna ai 30 torna in bilico

La Quinta Sezione del Consiglio di Stato cancella la sentenza del Tar di novembre, che aveva giudicato inammissibile il ricorso dei tassisti Cappelli e Sarti sulla Città 30. Il Consiglio di Stato ha invece ipotizzato la plausibilità che il provvedimento comunale possa influire sul ritorno economico dei lavoratori del taxi tagliando appunto drasticamente la velocità. Dunque la prima sentenza, che dava ragione al Comune di Bologna ed alla Città metropolitana, sostenendo la piena legittimità dei 30 orari, non vale più. Il ricorso al Consiglio di Stato, che in particolare si è pronunciato su 15 ordinanze del traffico limitative ai 30 orari, era stato presentato dall’eurodeputato di Fratelli d’Italia Stefano Cavedagna. Ora tutto torna nuovamente nelle mani del Tar ma il braccio di ferro legale si fa sempre più avvincente e la battaglia politica sui 30 km orari (oggi in realtà scarsamente controllati) diventa al calor bianco. Da parte sua il Comune di Bologna, per voce del suo assessore alla Mobilità Michele Campaniello, appare piuttosto tranquillo. “Leggeremo le carte – ha detto l’assessore – ma è fisiologico che provvedimento innovativi come il nostro prevedano anche percorsi giudiziari. E’ un dato acquisito – conclude – che la Città 30 non comporti ritardi sulla circolazione e beneficia la sicurezza delle persone”.