Proteste MuBa, la polizia arresta tre attivisti per resistenza, invasione di terreni e edifici

Proteste MuBa, la polizia arresta tre attivisti per resistenza, invasione di terreni e edifici

La questura di Bologna, in una nota, spiega che “nell’ambito delle attività investigative relative alle contestazioni sorte in merito alla realizzazione del progetto “Mu.Ba.” – Museo dei Bambini e delle Bambine, previsto presso il parco “Mitilini-Moneta-Stefanini” nell’ambito del “Progetto Futura”, la Polizia di Stato ha sviluppato un’articolata attività di indagine volta ad accertare responsabilità in relazione alle numerose iniziative di protesta promosse a partire dal 23 febbraio scorso. Le manifestazioni, organizzate principalmente dal Comitato “MuBasta”, fa sapere ancora la questura, hanno visto la partecipazione di diverse realtà riconducibili all’area antagonista locale, tra cui il movimento “BoloResiste”, soggetti vicini alla “Rete dei Comunisti”, il partito “Potere al Popolo”, i collettivi “Cambiare Rotta” e “OSA”, nonché attivisti del movimento ambientalista “Extinction Rebellion”. Nel corso delle attività di ordine pubblico, in alcuni casi sfociate in episodi di tensione e violenza, gli agenti hanno proceduto all’arresto di tre persone, ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale in concorso e invasione di terreni ed edifici. Inoltre, scrive la questura, sono stati “denunciati in stato di libertà oltre trenta soggetti per diverse ipotesi di reato, tra cui interruzione di pubblico servizio, resistenza aggravata a Pubblico Ufficiale, oltraggio a Pubblico Ufficiale, lesioni, danneggiamento aggravato, invasione di terreni ed edifici e lancio pericoloso di oggetti nel corso di manifestazioni in luogo pubblico. Nel contesto delle medesime attività sono state inoltre elevate tredici sanzioni amministrative ai sensi dell’art. 18 T.U.L.P.S., nei confronti di appartenenti al Comitato “MuBasta” e ad “Extinction Rebellion”. La Polizia ha inoltre “identificato, grazie all’analisi delle immagini di videosorveglianza, l’autrice di un episodio di imbrattamento ai danni della sede di un noto partito politico, avvenuto nel pomeriggio del 2 aprile”. L’indagata “aveva prima sputato sulla vetrina della sede e poi tracciato una scritta sul muro con un pennarello”