La Albanese cittadina onoraria di Marzabotto. Con cerimonia

Bologna si era fermata un attimo prima, senza cerimonia. Marzabotto tira dritto

Quod non fecit Bononia, fecit Marzabotto. O meglio, anche Bologna aveva conferito per tempo la cittadinanza onoraria alla relatrice speciale Onu sui diritti dei Palestinesi ma la cerimonia di consegna, mano a mano l'Albanese cadeva politicamente in disgrazia, non è mai avvenuta. Il comune di Marzabotto invece ha tirato dritto per la propria strada e quella cerimonia s'avrà da fare, in teatro la sera del 23 settembre, prenotazione obbligatoria. Prendi due, paghi niente in quanto ci sarà pure la presentazione del libro “La luce del risveglio”, con tanto di titolo profetico-messianico. Si dice Francesca Albanese, si legge polemica: sì perché nel frattempo diversi Paesi democratici, a partire dagli States per arrivare ad Italia, Francia, Germania, Austria, Repubblica Ceca e Regno Unito, ne avevano chiesto la rimozione dalle Nazioni unite per le sue posizioni radicali su Israele e l'intera vicenda mediorientale. Inutilmente. Poi la vicenda della foto su un palco 5stelle a fianco di un propagandista dell'integralismo islamico, cui lei ha semplicemente risposto che manco sapeva chi fosse il soggetto in questione. Quindi le esternazioni sul blitz dei ribelli di Askatasuna nella sede del quotidiano la Stampa, “monito per i giornalisti” aveva commentato la nostra. Tanto che in molti, anche in casa del centrosinistra, avevano cominciato a storcere il naso. Insomma tanta carne al fuoco. Ed una cittadinanza onoraria, che teoricamente ogni ente locale dovrebbe conferire a personalità non certo divisive ma unificanti i valori di una comunità, destinata ad alimentare una lunga scia di polemiche. In qualsiasi modo la si voglia leggere, c'è sempre la stessa domanda da porsi all'orizzonte. Se la linea della relatrice Onu vada nel senso di una riappacificazione tra i popoli, unica strada percorribile affinché le armi cessino, o non alimentino piuttosto, anche senza volerlo, uno stato di conflitto, cioè di belligeranza tra i popoli, stato che ha sempre visto e sempre vedrà soccombere, contro Israele, il popolo palestinese.