Era iniziato nel più deterrente dei modi il secondo sabato di protesta del Movimento 17, neo-sigla instagram che aveva radunato in piazza, lo scorso sabato, l'infausto 17, migliaia di giovani e giovanissimi anche a Bologna. E' stato infatti scovato e indagato la presunta mente social dietro alla sobillazione generale: tal Youssef Siher, origini marocchine, amministratore della pagina in questione, italiano di seconda generazione, proPal, giornalista free-lance, già collaboratore de il Fatto un anno e mezzo fa. Vive a Brescia coi genitori ed è indagato per istigazione a delinquere. Gli uomini della Digos lo hanno svegliato all'alba notificandogli le indagini. Intanto le misure del Governo adottate in fretta e furia dopo il sabato violento e in vista di quello odierno, pare abbiano dato i loro frutti anche a Bologna. Questo è un po' del materiale sequestrato in queste ore ai manifestanti. In particolare ad una 27enne fermata in Montagnola, già riconducibile ai disordini del 17, i poliziotti hanno sequestrato passamontagna e pistola a salve con cui forse voleva manifestare le sue ragioni tra la folla. Per lei denuncia e foglio di via da Bologna. Da Napoli il Ministro Piantedosi dice: stiamo garantendo il diritto di manifestare come in nessuna altra parte al mondo. Ma le forze dell'Ordine devono garantire che questo diritto sia usufruibile da tutti.
Individuata la “mente” del 17 ottobre. Origini marocchine e proPal
Fermati ragazzi/e con passamontagna e pistole finte. I nuovi provvedimenti danno i primi frutti