Della serie a sinistra c'è sempre qualcuno più puro di te che ti epura, deciso sorpasso del Cassero sulla strada del progressismo nei confronti del sindaco Matteo Lepore. L'immagine magari è scherzosa ma la faccenda molto seria. Parliamo delle recenti aggressioni omofobe avvenute a Bologna nelle scorse settimane, almeno 3, ai danni di persone queer a passeggio col proprio partner o con amici. Orbene, il circolo politico Cassero che da 40 anni si batte su questo fronte, ha stoppato il primo cittadino di Bologna dopo le dichiarazioni sulla necessità di un rafforzamento dei controlli. Lo slogan è: “Non vogliamo più polizia ma più spazi per la cultura delle differenze”. Una stoccata a Lepore ed una soprattutto al centrodestra, che aveva comunque solidarizzato con gli aggrediti in sede di Consiglio comunale. A quelli del Cassero non sta bene nemmeno quello: vedono nella solidarietà alle vittime di Fratelli d'Italia un fatto strumentale per attaccare l'Islam e gli stranieri in generale.
Aggressioni omofobe: il “Cassero” contro Lepore
La singolare accusa verso il primo cittadino è quella di "piantedosizzazione". Niente polizia ma spazi queer