Aggressione omofoba in centro: coppia si tiene per mano, picchiata da un gruppo di persone

Aggressione omofoba in centro: coppia si tiene per mano, picchiata da un gruppo di persone

Due giovani sono stati aggrediti, nella notte, in centro a Bologna. In base a una prima ricostruzione dei carabinieri, i due, italiani, entrambi di 29 anni, che si stavano tenendo per mano, a Porta Mascarella, vicino a un bar, prima sono stati aggrediti verbalmente, con insulti omofobi, poi sono stati aggrediti da un gruppo composto da una ventina di persone, descritti come di origine straniera. Uno dei due giovani, colpito con calci e pugni, è stato accompagnato in ospedale per accertamenti. Dopo l’accaduto, la richiesta di aiuto al 112, l’intervento del nucleo radiomobile. Sono in corso indagini per individuare i responsabili. A metà giugno, a bordo di un autobus in zona Saragozza, un’altra coppia era stata aggredita. “È inaccettabile e doloroso che nella nostra città due persone debbano subire prima insulti discriminatori e poi una violenza fisica così brutale. Che un gesto quotidiano come tenersi per mano diventi, per qualcuno, il pretesto per scatenare una violenza fisica e verbale di questa portata è un segnale di allarme che non possiamo minimizzare”. Così il sindaco di Bologna Matteo Lepore e la vicesindaca Emily Clancy commentano l’aggressione, avvenuta nella notte, a Porta Mascarella. Nell’esprimere “la più profonda solidarietà e vicinanza ai due ragazzi, vittime dell’aggressione”, dichiarano: “Questo episodio non rappresenta soltanto un grave fatto di cronaca, ma un tentativo di intimidazione che colpisce il cuore della nostra comunità. Purtroppo non è neanche l’unico caso di cui abbiamo ricevuto notizia negli ultimi mesi. La dinamica stessa dell’accaduto, dove l’insulto di un singolo ha poi innescato l’azione organizzata di un branco, ci ricorda quanto sia fondamentale mantenere alta la guardia contro la retorica dell’odio e i suoi effetti reali sulla vita delle persone. La sicurezza nello spazio pubblico e la libertà di vivere i propri sentimenti alla luce del sole sono diritti inalienabili, fondamento stesso della nostra convivenza civile. Di fronte a queste derive, le istituzioni hanno il dovere di rispondere non solo con la solidarietà, ma con azioni strutturali e prese di posizione inequivocabili”. Per queste ragioni, concludono Lepore e Clancy, “il Comune, già dallo scorso maggio” ha adottato “un indirizzo preciso: non lasceremo le vittime da sole ad affrontare il peso legale di queste violenze. Il Comune si costituirà parte civile nei procedimenti per reati di matrice discriminatoria e legati all’odio”.