La famiglia Negrini ha donato 80mila euro al Rizzoli per la ricerca sui tumori delle ossa

La famiglia Negrini ha donato 80mila euro al Rizzoli per la ricerca sui tumori delle ossa

Un gesto di grande umanità che parte da un dolore per la perdita del figlio 17enne. La famiglia di Giovanni Negrini, scomparso nel 2025, ha donato 80mila euro tramite l’associazione “Da grande voglio essere felice – In memoria di Giovanni Negrini”. La scelta dei familiari di Giovanni è maturata anche dopo una visita al laboratorio durante la quale hanno potuto conoscere da vicino il lavoro dei ricercatori e delle ricercatrici e i progetti in cui sono impegnati. Giovanni Negrini è stato in cura al Rizzoli per un osteosarcoma. Dopo la sua scomparsa nel novembre del 2025, quando aveva 17 anni, il desiderio della famiglia e degli amici di ricordarlo ha preso forma in una concreta attività di sostegno al Laboratorio di Ricerca Oncologica e Genomica Funzionale (ONCOGEN) diretto dalla dottoressa Katia Scotlandi. “La ricerca sui sarcomi dell’osso affronta patologie rare e biologicamente complesse – spiega la dottoressa Scotlandi. – Per individuare nuove terapie, l’unica strada è un lavoro di ricerca che ci porti a comprendere meglio i meccanismi di funzionamento dei sarcomi ossei e quindi le possibilità di curarli.” La donazione sarà interamente destinata a finanziare una borsa di ricerca triennale. “Siamo profondamente grati alla famiglia Negrini e a tutta la comunità che l’ha sostenuta in questa straordinaria raccolta fondi – ha commentato il direttore generale del Rizzoli Andrea Rossi, che ha ricevuto direttamente dai genitori di Giovanni l’atto di donazione. – Questo gesto di generosità collettiva è un preziosissimo contributo alla nostra attività di ricerca sui sarcomi, per la quale il Rizzoli è punto di riferimento a livello internazionale”

Nella foto in copertina:  Il direttore generale del Rizzoli Andrea Rossi, sulla sinistra, insieme ai genitori di Giovanni Negrini

 

Da sinistra la madre di Giovanni Negrini, la dottoressa Katia Scotlandi insieme a ricercatori del Rizzoli