Circa 300 persone identificate, nessuno scontro, un fermo preventivo di una persona trovata in possesso di un passamontagna e di un paio di occhialini, ma che dopo gli accertamenti non è stata denunciata. Anche il bilancio diffuso dalla Questura di Bologna all'indomani della manifestazione contro carovita e riarmo, promossa da Usb con l'adesione di diverse altre sigle e privati cittadini, conferma che si è trattato di un corteo pacifico e molto partecipato. La stessa questura stima in circa 20mila i presenti (almeno 10mila in più secondo gli organizzatori). La Digos sta svolgendo accertamenti per individuare eventuali profili di responsabilità, ma la manifestazione era stata regolarmente preavvisata, con specifiche prescrizioni che sono state solo in parte violate, quando il corteo ha invaso la tangenziale. Il fermo -spiega ancora la Questura- era stato eseguito in applicazione della recente normativa in materia di prevenzione e sicurezza pubblica, che permette di effettuare accertamenti di soggetti potenzialmente pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica: nel caso di ieri, tuttavia, per la persona fermata non è scattata alcuna denuncia. Secondo la ricostruzione della giornata fatta dalla Polizia, i primi concentramenti si sono registrati dalle 8 davanti a diverse scuole. Studenti, sindacati, cittadini e collettivi sono poi confluiti in piazza del Nettuno e in piazza Maggiore, da dove il corteo, lungo oltre due chilometri, è partito alle 10. L'unico momento di tensione si è registrato nei pressi di via Stalingrado dove una parte dei partecipanti, non rispettando le prescrizioni, ha superato la barriera degli agenti schierati, con un breve contatto ma senza episodi di scontro. A quel punto c'è stato l'ingresso in tangenziale dallo svincolo 7, che ha costretto a chiudere il tratto tra gli svincoli 4 e 8 e, per ragioni di sicurezza, il corrispondente tratto autostradale. I disagi alla circolazione in città, in queste fasi, sono stati inevitabili. La marea umana ha così sfilato in tangenziale per alcuni minuti, per poi uscire in via Marco Polo e dirigersi verso piazza Lucio Dalla. Secondo la Questura un gruppo più ristretto, riconducibile all’area autonoma e all’ex movimento della disobbedienza, avrebbe tentato di impedire il deflusso degli altri, costringendo alcuni manifestanti pacifici a invertire il percorso e a uscire dallo svincolo 6. Non riuscendoci, ha lasciato a sua volta la tangenziale, e la manifestazione si è esaurita. Tra i momenti più significativi della manifestazione bolognese c'è stato quello, finito anche sulle cronache nazionali, in cui alcuni militari della Guardia di Finanza in tenuta antisommossa, al passaggio del corteo, si sono tolti il casco e hanno appoggiato gli scudi a terra, salutati da qualche applauso. A quanto si apprende, i finanzieri hanno applicato un protocollo operativo previsto in situazioni di questo tipo, quando i manifestanti non sono ritenuti pericolosi o aggressivi. Una scelta che ha sortito il risultato sperato, di abbassare la tensione.