Un altro sabato ad alta tensione

Piano straordinario di sicurezza mentre la Digos controlla diverse abitazioni di giovani bolognesi

Città blindata in un clima di crescente tensione dopo le devastazioni di sabato scorso anche a Bologna quando migliaia di giovani e giovanissimi, radunati dai social dal neo-movimento improvvisato 17 ottobre, hanno approfittato del clima di disagio sociale per compiere una raffica di reati, a partire dall'aggressione alle forze dell'ordine. Non tutti naturalmente si sono resi protagonisti delle violenze ma una parte numerosa di loro, certamente sì. Manifestazioni non autorizzate sarebbero state sobillate dai social anche per domani pomeriggio in centro, oltre che dallo stesso movimento, anche dai centri sociali e dai collettivi studenteschi. Intanto stamane, nell'ambito di un'operazione nazionale, blitz degli agenti della digos anche in alcune abitazioni di giovani bolognesi. 2 in particolare le persone attenzionate, entrambe maggiorenni, cui sarebbe stato sequestrato materiale informatico, in collaborazione con la polizia postale. Le organizzazioni del commercio in settimana hanno ribadito che Bologna, città accogliente, ospitale ed inclusiva, resterà aperta mentre in altre realtà metropolitane italiane non sarà altrettanto. Ieri la riunione dell'apposito Comitato per l'ordine e la sicurezza pubbliche per mettere a punto il piano di eventuale contenimento in caso di degenerazione delle proteste. Proteste studentesche che si sono estese stamane anche al liceo Sabin di Bologna, dopo il Minghetti ed il Copernico, con gli studenti che alla prima ora non sono potuti entrare ma l'hanno fatto dalle 9.00. E se il sabato bolognese si annuncia movimentato, la prossima settimana a partire da lunedì 26 non si preannuncia meno agitata. Previsto infatti un flash-mob davanti al Comune in piazza Maggiore con le tende dei Collettivi autorganizzati universitari, in vista dello sciopero generale del 30. In questo caso l'interlocutore politico, secondo gli studenti, sarebbe il sindaco Matteo Lepore cui, dicono, chiederanno il conto dell'emergenza abitativa.