Quella protesta trasversale e a tratti violenta non più di classe

Rapporto dell'Intelligence italiana: tam tam dei social dal nulla e migliaia di giovani in piazza. Identikit del protestatario

Ma com'è stato possibile che, praticamente dal nulla o quasi, questa catena di giovani e giovanissimi che, da Roma a Milano passando per Bologna, hanno attraversato, in parte devastandola l'Italia, si siano riversati in piazza a migliaia, di estrazione diversa, accomunati solo dalla voglia di protestare a qualsiasi costo e con qualsiasi mezzo, e senza un dichiarato intento politico? I primi di ottobre il movimento non c'era, il 17, data infausta di per sé, sono esplosi, nei numeri e nei fatti. Una buona fetta di motivazioni, secondo l'intelligence italiana, risiede nella potenza mobilitativa di fuoco dei social: meccanismo già sperimentato a Ceuta in Spagna ed amplificato ancor di più dalle manifestazioni dei giovani francesi. La data fatidica è il 4 ottobre, quando appare improvvisamente l'account instagram @italiainpiazza17, manifesto che convoca una giornata di protesta, chiamandola riunione pacifica di cittadini, garantita appunto dall'articolo 17 della Costituzione italiana. I destinatari sono perlopiù giovani e giovanissimi, nati dopo il 2 mila che si abbeverano alla fonte di Instagram appunto, Telegram, Spotify e un po' ovunque nascono pagine territoriali. Gruppi spontanei in cui si inseriscono però anche altre realtà organizzate, ed i cui contenuti vengono subito rilanciati da sedicenti estremisti di destra e sinistra, ammesso e non concesso che sappiano di cosa si stia parlando, un miscuglio difficilmente distinguibile in cui compaiono anche i cosiddetti maranza, giovanissimi italiani di seconda e terza generazione con volontà distruttiva e nichilista. E così mentre un tempo si scendeva in piazza per i miti del socialismo, molti di questi gruppi si radunano per ottenere, con le buone o le cattive, i simboli del capitalismo, scarpe di marca e telefonini di lusso, le cui espressioni sociopolitiche, democrazia e Occidente, sulla carta dovrebbero detestare. Il resto è storia ancor più recente: c'è chi chiama alla mobilitazione permanente da effettuarsi rigorosamente il sabato, chi distribuisce il decalogo del perfetto arrestato, chi diffonde vecchi vademecum anarchici su come prepararsi agli scontri con lacrimogeni e manganelli ed infine, accertato anche a Bologna, l'elenco dei desiderata delle prossime manifestazioni: ovvero i negozi più appetibili, da un punto di vista squisitamente commerciale, da assaltare. E mentre il Presidente Mattarella esprime a nome dello Stato la piena solidarietà agli agenti feriti, 75 solo dalle nostre parti, il presidente dell'Ucraina Zelensky, ci ammonisce che anche l'Italia è caduta vittima della guerra ibrida di Putin, leggasi informatica.