ufera politica sugli asili bolognesi per via di un'inculturazione gender, oggetto di un presunto mandato politico, che starebbe costringendo diverse famiglie a rivolgersi a strutture private per evitare un impatto troppo forte di bambini troppo piccoli per materie così complesse. E il centrodestra annuncia una raffica di esposti in Procura e di interrogazioni a tutti i livelli, comune, provincia, regione e Parlamento. A partire dal capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, per arrivare a Marta Evangelisti capogruppo dello stesso partito in Regione fino a Matteo Di Benedetto, capogruppo Lega in consiglio comunale.
Immediata la replica del Comune per mano di Anna Giordano, direttrice del settore sistema integrato di educazione e istruzione da 0 a 6 anni, che ha ricordato l'incontro sul tema avvenuto tra alcune educatrici ed alcune famiglie. Le educatrici hanno spiegato che le attività non si caratterizzano come educazione sessuale bensì educazione al rispetto e alle differenze. E l'albo illustrato a quell'età è il dispositivo pedagogico, narrativo e figurativo più efficace. Dunque Nido e Scuola dell'infanzia non formulano giudizi di valore sulle differenze ma vogliono considerarle tutte di pari dignità. Una sola famiglia dunque avrebbe chiesto attività alternative.