Nuova denuncia di Lepore contro gli hater, nel mirino anche l’influencer Eterno

Nuova denuncia di Lepore contro gli hater, nel mirino anche l’influencer Eterno

Minaccia e diffamazione aggravate, sostituzione di persona, illecita diffusione di contenuti generati o alterati con intelligenza artificiale, per esempio dall’influencer di destra Eterno: sono i reati prospettati nella nuova denuncia-querela che il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha depositato in Procura, assistito dal professor Tommaso Guerini, per le espressioni di odio subito in seguito alla morte di Abderrahim Fakir e gli scontri nelle proteste della sera del 20 luglio. L’atto identifica condotte minatorie, diffamatorie e manipolative indirizzate fino a settembre e fa seguito alla prima denuncia, del 25 luglio. “Nessuna opinione dissenziente, per quanto aspra, unilaterale o fondata su valutazioni che il sindaco reputa erronee, è stata portata all’attenzione dell’Autorità giudiziaria. La critica politica – spiega Guerini – anche la più severa, nei confronti di chi esercita funzioni pubbliche è una componente irrinunciabile del dibattito democratico e come tale resta estranea all’atto. Ciò che si denuncia è un insieme di condotte che hanno assunto il dissenso come pretesto e come cornice di legittimazione, collocandosi però su un piano del tutto diverso: quello dell’intimidazione personale, dell’aggressione reputazionale e della fabbricazione artificiale del consenso e del dissenso”.  La denuncia ricostruisce tre livelli: le migliaia di messaggi ostili, le anomalie nelle interazioni sui social network, i contenuti generati con l’intelligenza artificiale. Si identificano tra l’altro sette account che hanno pubblicato immagini e video sintetici “raffiguranti il sindaco in fatti, luoghi o  comportamenti mai avvenuti”. Come il contenuto pubblicato dall’influencer di destra ‘Eterno’ il 22 luglio 2026, due giorni dopo i disordini. I messaggi ostili sono stati ricevuti sui profili personali e istituzionali e agli indirizzi di posta elettronica, in larga parte attraverso lo spazio riservato della messaggistica privata: auguri di morte estesi ai familiari e ai figli minori, messaggi che indicano l’indirizzo di residenza e prospettano la collocazione di ordigni nell’abitazione, contenuti simbolici che evocano l’impiccagione e, in replica a contenuti commemorativi della strage del 2 agosto 1980, l’attentato dinamitardo. “A tale flusso si è aggiunta, il 10 agosto 2026, la scritta murale comparsa in via Galliera, che accostava il nome del sindaco alla scomparsa di Francesco Guccini”, viene spiegato. Per le anomalie sui social, una consulenza di parte su dati pubblicamente visibili, ha documentato che alcuni contenuti di solidarietà al sindaco pubblicati da pagine con poche migliaia di follower hanno raccolto un numero di interazioni ostili superiore al numero stesso dei follower, mentre le pagine di grande seguito, esposte alla medesima circolazione, non hanno mostrato valori comparabili; e che fra i duecento commenti più recenti a un contenuto pubblicato dal sindaco sul proprio profilo Facebook, 42 profili presentano indicatori di inautenticità, 26 dei quali con almeno due indicatori convergenti; e che numerosi account distinti hanno ripetuto una formulazione testuale identica, caratteristica della diffusione di un messaggio predisposto. Per i contenuti generati o alterati con l’AI si cita il contenuto pubblicato da Eterno, due giorni dopo i disordini, “nel quale il sindaco, ritratto con la fascia tricolore e dunque nell’esercizio della funzione, pronuncia con la propria voce e le proprie sembianze un discorso mai tenuto, nel quale esprime compiacimento per la morte di Abderrahim Fakir e incita alla prosecuzione delle devastazioni. L’avvertenza sulla natura artificiale del contenuto era accompagnata da una didascalia che ne affermava la corrispondenza al pensiero reale del Sindaco; la discussione sviluppatasi fra gli utenti documenta che una parte del pubblico lo ha recepito come autentico”. Nell’esposto, si chiede alla Procura di acquisire dalle piattaforme i dati identificativi relativi agli account coinvolti e ai profili portatori di indicatori di inautenticità; un accertamento tecnico sulla natura, sugli strumenti di generazione e sui volumi di diffusione di ciascun contenuto sintetico; il sequestro preventivo urgente dei contenuti illeciti tuttora accessibili e la valutazione di un coordinamento con l’Autorità giudiziaria di Venezia in relazione agli episodi del settembre 2026, nella parte in cui vi siano coinvolti i medesimi soggetti, influencer di destra.