Se il viaggio del tram interferisce con l’ultimo viaggio terreno

Diverse chiese del centro di Bologna denunciano difficoltà per i riti funebri religiosi in concomitanze con le novità del tram

La vicenda potrebbe ascriversi nell’archivio delle trovate finite in soffitta dell’agenzia funebre Taffo non fosse che è tutto vero. Il tram rischia di dare del filo del torcere, viabilisticamente parlando, pure ai funerali da celebrarsi nelle chiese del centro. Perché? Provate voi ad arrivare col macchinone con sopra i resti mortali del caro estinto nelle prossimità dei templi a ridosso dei binari con tutte le limitazioni di traffico del caso. Il tema è stato sollevato per primo da don Stefano Culiersi della chiesa di San Benedetto in via Indipendenza ma non chiamatelo don no-tram perché è solo, si fa per dire, un problema di logistica. Il carro funebre dovrebbe sostare un tot distante dalle chiese e la bara portata dentro in chiesa a braccia. Una situazione che potrebbe toccare, a rigor di posizionamento, ad esempio anche le chiese di Santa Maria della Carità in via San Felice sul tracciato della linea rossa, quella del Sacro Cuore di Gesù di via Matteotti con sagrato drasticamente ridotto dai lavori, la stessa cattedrale di San Pietro, per citare le prime che ci vengono in mente. Il sacerdote in questione ha lanciato un appello, non certo quello di boicottare le linee bensì alla Curia, di stabilire dunque un nuovo protocollo per lo svolgimento dei funerali religiosi alla luce delle novità. Perché i frequenti viaggi in tram dei viventi potrebbero incidere notevolmente sull’ultimo viaggio terreno di chi non c’è più.