Fakir morto per asfissia e per la cocaina, gli esami non sciolgono tutti i dubbi

Asfissia, forse legata all'azione di contenimento degli agenti, unita agli effetti della cocaina che aveva assunto: sarebbero queste le principali concause alla base della morte di Abderrahim Fakir, il 43enne deceduto al Pilastro il 19 luglio scorso durante un intervento della Polizia. A dare questa notizia è il Corriere di Bologna, secondo cui le prime indicazioni avrebbero escluso sia una causa cardiaca sia una causa cerebrale del decesso. Si tratta di indiscrezioni sui risultati degli accertamenti eseguiti dal pool di esperti, coordinato dall'anatomopatologa Cristina Basso, che domani si riunirà a Padova con i consulenti di parte per discutere gli esiti di tutti gli esami, compresi quelli tossicologici e istologici, prima del deposito della relazione finale in Procura. Per l'avvocato Fabio Anselmo, che assiste la famiglia della vittima, queste indiscrezioni confermano ciò che mostrano i filmati. Inoltre, il tasso di cocaina "corrisponde alla metà della quantità che, per letteratura, può essere causa di morte autonoma".Diverso il parere di Gabriele Bordoni, che difende i due poliziotti e per il quale non c'è nulla di nuovo: l'assunzione della cocaina unita a una sofferenza respiratoria. Al momento i due agenti e i quattro soccorritori della Croce Rossa non risultano iscritti nel registro degli indagati, ma in quello delle annotazioni preliminari, che tutela chi ha agito in presenza di una causa di giustificazione evidente. Nelle prossime settimane, quando la relazione finale sarà depositata, la Procura deciderà come procedere.