La sindaca di Marzabotto “sceglie” Francesca Albanese

Criticatissima cittadinanza onoraria alla relatrice Onu nella settimana in cui dichiara a "Russia Today" che è colpa della Nato

In un teatro gremito e plaudente, da ieri sera la relatrice speciale Onu per i diritti dei Palestinesi Francesca Albanese, è cittadina onoraria di Marzabotto, luogo simbolo degli eccidi-nazifascisti della Seconda guerra mondiale. Quello che Bologna e gran parte delle giunte cittadine di centrosinistra non si sono azzardate a fare, il riconoscimento formale o la cerimonia stessa nel caso bolognese, mano a mano le posizioni dell'Albanese divenivano sempre più insostenibili sulla guerra in Medio Oriente, a tal punto che circa la metà dei Paesi democratici ne hanno chiesto la rimozione dall'Organizzazione delle nazione unite, il comune di Marzabotto ha invece portato a termine. Ironia della sorte, pochi giorni dopo il conferimento della cittadinanza onoraria di Bologna al cardinal Pizzaballa, considerato all'unanimità lui sì figura non divisiva e nei giorni in cui la stessa Albanese rilasciava all'organo di propaganda del Cremlino Russia Today, la diffusione dei cui contenuti è vietata nell'Unione europea, un'intervista sull'invasione russa ai danni dell'Ucraina in cui, in sostanza, la relatrice Onu attribuiva le responsabilità della catsstrofe alla Nato. Seguendo diciamo così questa logica o lettura interpretativa del rapporto causa-effetto: il Governo israeliano bombarda Gaza incessantemente dal 7 ottobre? E' colpa di Israele. Putin bombarda da 5 anni la popolazione civile ucraina? E' colpa nostra. La sindaca Valentina Cuppi ha ribadito nel corso della cerimonia come le istituzioni siano chiamate a fare una scelta. Infatti è proprio questo il problema, dipende da che parte si sta. Quella dell'Albanese è abbastanza netta. Apparentemente contro le democrazie occidentali, apparentemente. Ciò detto, va sottolineato come la cerimonia sia caduta in un mare, inevitabili, di polemiche. Su sui la nostra, more solito, sorvola.