E così anche il cantautore che più di ogni altro o quasi ha messo in note le contraddizioni della vita, una volta lasciata questa valle di lacrime, ha a che fare con le beghe mai piacevoli del lascito testamentario. Non certo lui che, spirito o nulla che sia, non ha modo né tempo per occuparsene, ma i suoi eredi sì. Il testamento di Guccini, datato 19 gennaio 2022 e registrato dal notaio l'8 settembre 2026, poco più d'un mese dopo la sua morte, indicano in Raffaella Zuccari, sua seconda moglie, l'erede universale di tutti i beni del cantautore. Alla figlia Teresa invece vanno tutte le quote di partecipazione del padre alla srl Limentra ed il 50% dei diritti patrimoniali d'autore sulle sue canzoni e scritti. L'altro 50% sempre alla Zuccari. Così ad esempio la casa a Bologna di via Fabbri, resa celebre dall'album “Via Paolo Fabbri '43” e l'abitazione di Pavana, provincia di Pistoia, Appennino tosco-emiliano, dove Guccini era domiciliato ed è spirato, vanno alla seconda moglie. Alla figlia invece alcuni suoi oggetti iconici, come la chitarra Trameleluc, l'orologio Leonardo da Vinci e l'anello d'oro con le iniziali dell'artista. Insomma nessuno sfugge alla regola del testamento. Il grande cantautore, poeta, attore francese Georges Brassens ha scritto che nessun testamento dovrebbe essere valido il giorno dopo. Ma questa è una massima, l'esigenza legale non guarda sempre agli aforismi.
Questioni di testamento
E' la seconda moglie Raffaella Zuccari l'erede universale dei beni materiali del grande cantautore