Bologna Calcio, le parole dell’AD Claudio Fenucci: “la nostra linea non è cambiata e su Rowe…”

Bologna Calcio, le parole dell’AD Claudio Fenucci: “la nostra linea non è cambiata e su Rowe…”

A Casteldebole l’Ad del Bologna Claudio Fenucci ha commentato in conferenza stampa lo stato dei rossoblù. Tra gli argomenti più importanti, la necessità di far quadrare i conti di una rosa che quest’anno non parteciperà a nessuna competizione europea e la dolorosa cessione di Rowe, che la società ha preferito cedere assecondando la volontà del giocatore.

“La strategia portata avanti in questa campagna investimenti è la stessa degli ultimi quattro anni. Da Thiago Motta in poi abbiamo investito 280 milioni in questo progetto, ma non ne abbiamo incassati altrettanti. Quando ci siamo qualificati per le competizioni europee ci siamo permessi giocatori con ingaggi più alti rispetto a quelli che ci eravamo prefissi, ora che anche i ricavi di queste competizioni non ci sono più, ci siamo trovati davanti il problema di come finanziare questa rosa. Abbiamo ceduto qualche calciatore cercando di mantenere la rosa competitiva, tutte le operazioni fatte, esclusa quella di Rowe, sono state fatte per sanare i conti. Vogliamo essere ambiziosi e allo stesso tempo essere sostenibili come Club”.

Fenucci ha poi chiarito la posizione della società sulla cessione di Rowe: “Il ragazzo aveva mostrato nervosismo già durante il ritiro e, avendo creato una famiglia sportiva con dei valori, non possiamo permettere al singolo di intaccarli. È venuto meno il rispetto nei confronti dei compagni, tenendolo si sarebbe potuto creare un impatto negativo sul gruppo, anche nella competizione con Cambiaghi, che sta facendo bene e merita di giocare. La gestione del calciatore sarebbe stata complicata e allora abbiamo accettato l’offerta dell’Atalanta. Questa situazione è sorta dopo la cessione di Castro, quindi l’operazione con la Roma non si poteva evitare. Per sostituire Rowe abbiamo preso Mbangula, non capisco le critiche sulla formula. Molti club acquistano in prestito per poi eventualmente riscattare il giocatore dopo averne valutato il rendimento”.

Sulla stagione in arrivo e su quelle future, l’Ad ha spiegato la posizione della società: “Non mi piace il termine transizione, anche perché non vogliamo smettere di investire. Ogni anno puntiamo a fare meglio di quello precedente, da quando sono arrivato nel 2014 abbiamo fatto un percorso bellissimo, con investimenti importanti specialmente all’inizio e affrontando annate difficili come quella del Covid. La proprietà ci ha sempre sostenuto, ora dobbiamo ricostruire puntando alla sostenibilità, ci vorrà un po’ di tempo per ritornare a fare grandi investimenti. Abbiamo iniziato dal settore giovanile, gli abbiamo destinato il doppio delle risorse, è un modo di trovare giocatori che ci possono dare una mano sul campo o sul mercato. Siamo contenti che Libra sia il nostro settimo centrocampista e se Raimondo fa bene al Frosinone, come siamo fiduciosi in Jay Enem. Non lo abbiamo dato in prestito perché prima vogliamo vederlo di più in allenamento con i nostri metodi, poi nel caso a gennaio lo gireremo – ha spiegato Fenucci, che poi si è concentrato sui rinnovi del suo team di lavoro-. Con Di Vaio e Sartori c’è grande sintonia, è un’ottimo team. Ho già parlato con il presidente Saputo e l’idea è quella di rinnovare Marco e Giovanni”.

Il focus si è poi spostato sullo stadio: “Lo stadio è importante per molte ragioni. È l’ultimo luogo dove si crea la comunità dei tifosi, il progetto stadio serve a garantire competitività e ad avere risorse. Gli investimenti ci sono già e siamo al lavoro con i progettisti, è fondamentale per la città di Bologna avere un impianto multifunzionale per ospitare calcio, concerti e un padiglione fieristico innovativo. A breve dovremmo sapere se ci sono le condizioni per farlo”.

Infin, l’Ad Fenucci ha commentato su plusvalenze, cessioni e il nuovo allenatore Tedesco: ” I club italiani fanno 800 milioni di plusvalenze l’anno, non le fa solo il Bologna. L’Atalanta in questi anni ha fatto più di 700 milioni di cessioni e la metà vengono dal settore giovanile. Hanno appena avuto un ciclo di nove anni con Gasperini, ma in Italia non ne ho visti altri. Gli allenatori e i giocatori vivono di stimoli. Italiano aveva già deciso di cambiare, mentre con Thiago le motivazioni erano diverse. Ora con Tedesco speriamo di aprire un ciclo, che parte con delle cessioni eccellenti. Mi sento di dire però che la Roma, alla quale abbiamo ceduto Castro perché voleva giocare la Champions, non è un nostro competitor, ci sono circa 100 milioni di differenza di ricavato di differenza. A Lucumì avevamo promesso di assecondare il suo desiderio di andarsene e così è stato.
Il rinnovo di Orsolini è stato lungo? Abbiamo messo tantissime clausole e ci abbiamo messo un sacco”, ha concluso Fenucci.

 

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