La discussione che portò al tentato omicidio di Giorgia, la giovane bolognese che venne ferita gravemente alla gola con un paio di forbici dall'allora fidanzato, era nata per il tentativo di lei di impedire al ragazzo di consumare cocaina, poi di fermare i suoi gesti autolesionistici. E' stato questo, secondo i giudici, il movente che ha scatenato l'ira di Mehdi Fadl, che quel giorno nell'appartamento di via Rialto dove abitava la ragazza, la colpì ripetutamente alla carotide, provocando il rischio della sua morte, tutto tra l'altro davanti ai tre figli piccoli della coppia.
Lo spiega la Corte d'Appello di Bologna nelle motivazioni della sentenza che lo scorso dicembre ha confermato la condanna a 15 anni per il 34enne di origine marocchina Mehdi Fadl. Il tentato omicidio avvenne la vigilia di Natale del 2022 e l'uomo fu arrestato subito. La giovane venne ricoverata all'ospedale Maggiore in gravissime condizioni e dimessa dopo un mese. Nel confermare l'aggravante di aver agito con crudeltà, la Corte sottolinea che "Fadl ha agito davanti ai tre figli piccoli, che hanno visto la madre agonizzante e la stanza piena di sangue, in una sequenza dell'orrore a cui sono stati costretti ad assistere". Per la Corte, la tesi della difesa secondo cui l'aggressione dell'uomo alla compagna fu dovuta solo alla massiccia presenza nel suo corpo di molecole di coca-etilene, si "scontra col fatto che Fadl si era recato a casa della donna di sua volontà e dopo aver assunto quantità ingenti di alcol e cocaina e ancora con in mano un sacchetto di stupefacente che continuava a consumare". Una volta lì, reagendo al tentativo di lei di farlo smettere, "ha infierito sul corpo della compagna -scrivono i giudici- non avendo alcuna remora neppure davanti a uno dei figli che tentava di fermarlo".
Un mese dopo il tentato omicidio, con addosso le cicatrici dell'aggressione che tuttora segnano il suo corpo, Giorgia rilasciò un'intervista a E'tv, rivolgendo un messaggio alle donne che subiscono violenza.