Un gruppo di attivisti del collettivo studentesco Cambiare Rotta ha ‘sanzionato’ la residenza universitaria Domus Ind 33, in via Stendhal a Bologna, per denunciare quello che definiscono ‘un modello di edilizia universitaria che continua a favorire privati e investitori’, lasciando gli studenti ‘a fare i conti con affitti sempre più alti e pochi posti realmente accessibili.’ Sulla cancellata della struttura sono stati affissi cartelli e volantini, alcuni con i volti del sindaco Matteo Lepore e della Ministra Anna Maria Bernini, mentre i manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta “Bernini e Comune: l’unico diritto garantito è quello alla speculazione! Riprendiamoci gli studentati, le borse e il futuro!”. Secondo quanto ricostruito dal collettivo, la struttura, realizzata anche con fondi Pnrr, dispone di soli 37 posti a tariffa agevolata su un totale di 121, mentre gli altri variano dai 538 ai 799 euro al mese per una singola. Gli studenti lamentano inoltre ritardi da parte di Er.Go, l’ente regionale per il diritto allo studio: le graduatorie definitive per l’assegnazione degli alloggi non sarebbero ancora state pubblicate, nonostante le lezioni siano iniziate da una settimana, con il rischio che l’assegnazione dei posti arrivi solo a ottobre inoltrato. In una nota, Cambiare Rotta contesta anche le dichiarazioni della ministra dell’Università Bernini sul raggiungimento degli obiettivi del piano housing universitario previsto dalla Missione 4 del Pnrr, che prevede la creazione di 63.200 posti letto: secondo gli studenti, a livello nazionale solo il 30% dei posti sarebbe riservato a tariffa sociale, mentre la maggior parte finirebbe per aprire la strada alla speculazione di privati e investitori. Gli studenti del collettivo giudicano infine insufficiente il milione di euro stanziato dal Comune di Bologna a sostegno della popolazione studentesca.
Collettivo protesta davanti allo studentato di via Stendhal