Sanità, il robot che consente di visitare il paziente da remoto

Sanità, il robot che consente di visitare il paziente da remoto

Un paziente ricoverato. Davanti a lui un vero e proprio robot, che lo osserva e si muove come fosse un medico. A pilotarlo a distanza è uno specialista in carne e ossa che tramite questa tecnologia di ultima generazione è in grado di portare a termine visite neurologiche urgenti e non rinviabili come fosse sul posto. È la nuova frontiera della telemedicina in Emilia-Romagna. Il servizio è già attivo all’ospedale di Porretta, nel comune di Alto Reno Terme sull’Appennino bolognese, grazie a un collegamento diretto con i professionisti dell’Irccs Scienze neurologiche e della Rete Stroke metropolitana dell’Ospedale Maggiore di Bologna. Un importante passo avanti nell’innovazione dei servizi sanitari e nell’equità di accesso alle cure specialistiche, soprattutto nelle aree montane, che permette di integrare le competenze professionali presenti sul territorio con quelle dei centri specialistici di riferimento.

Come funziona:  Il servizio permette di effettuare sia teleconsulti entro 24 ore dalla richiesta, sia visite neurologiche programmabili entro sette giorni, a seconda delle necessità cliniche del paziente. É rivolto ai pazienti che necessitano di una consulenza neurologica urgente o programmabile in presenza di sintomatologia neurologica acuta o di una riacutizzazione di patologie neurologiche croniche. Tra le condizioni che possono beneficiare della valutazione specialistica a distanza rientrano, ad esempio, alcuni casi di ictus non candidabili a trattamenti in fase acuta, emorragie cerebrali, crisi epilettiche, meningiti, encefaliti e altre patologie neurologiche acute. La televisita si svolge attraverso una piattaforma tecnologica dedicata, simile a un piccolo robot dotato di telecamere, monitor, microfono e altoparlante, che può essere spostato nei vari reparti dell’ospedale. Il sistema, comandato a distanza dal neurologo dell’Ospedale Maggiore, consente di interagire in tempo reale con il paziente, anche a letto o in barella, e al contempo con i professionisti presenti sul posto, per valutare congiuntamente il paziente, condividere informazioni cliniche, documentazione sanitaria e immagini diagnostiche necessarie. L’attivazione del servizio è coerente con le indicazioni nazionali e regionali per lo sviluppo della telemedicina e con le più recenti evidenze che ne riconoscono efficacia e sicurezza nella gestione delle patologie neurologiche acute, in particolare nell’ambito dell’emergenza-urgenza e dei percorsi dedicati all’ictus cerebrale. L’Emilia-Romagna utilizza servizi di telemedicina da oltre vent’anni, con esperienze consolidate come la telerefertazione radiologica ed elettrocardiografica e il monitoraggio remoto dei dispositivi cardiaci impiantabili. La diffusione dei servizi è cresciuta nel tempo. Nel 2020 una rilevazione ministeriale censiva 33 servizi di telemedicina attivi a livello aziendale sul territorio emiliano-romagnolo. Nel 2024 una successiva rilevazione della Regione ne individuava 46, confermando l’accelerazione della diffusione di questi servizi, favorita anche dall’esperienza pandemica. Nel 2025 in Emilia-Romagna sono state 8.376 le prestazioni eseguite in telemedicina. Ad agosto 2026 già quasi 6mila