Lavoro nero e carenze di sicurezza, 16 attività sospese dai carabinieri nel Bolognese

Lavoro nero e carenze di sicurezza, 16 attività sospese dai carabinieri nel Bolognese

Lavoro nero, stipendi pagati in contanti e gravi carenze in materia di sicurezza: sono alcune delle violazioni scoperte in una serie di controlli effettuati nel Bolognese dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, con il supporto del Comando Provinciale, in diverse attività commerciali e imprenditoriali. Le irregolarità hanno portato alla sospensione dell’attività per 16 aziende: 9 nel settore della ristorazione, 5 autolavaggi e 2 ditte che commerciano pedane in legno. Come spesso accade, nomi e ubicazioni precise delle aziende interessate non sono stati resi noti da chi ha svolto le verifiche.

I controlli hanno interessato i comuni di Bologna, Crevalcore, Anzola Emilia, Casalecchio di Reno, San Lazzaro di Savena, Imola e San Giovanni in Persiceto. Complessivamente sono stati identificati 238 lavoratori, di cui 12 risultati in nero. Le verifiche hanno fatto emergere, oltre agli addetti senza contratto, altre diffuse irregolarità, tra cui carenze nella formazione, assenza di idoneità sanitaria, mancata redazione del Documento di valutazione rischi (DVR) e violazioni delle norme igienico-sanitarie e di sicurezza. In una pizzeria, è stato accertato il pagamento delle retribuzioni in contanti, senza tracciabilità. Anche nelle due ditte che commerciano pedane in legno sono state riscontrate criticità, tra cui impianti elettrici non conformi. Le verifiche nel settore degli autolavaggi hanno portato alla sospensione di 5 aziende per lavoro irregolare e mancanza di adeguate misure di sicurezza. Oltre alle sospensioni dell’attività, sono state elevate sanzioni e ammende per un totale di circa 180mila euro.