Piantedosi contro l’Università di Bologna: “Non si può gestire come una sezione di partito”

Piantedosi contro l’Università di Bologna: “Non si può gestire come una sezione di partito”

“Una decisione incomprensibile quella di alcuni professori dell’università di Bologna che hanno negato a un gruppo selezionato di 15 giovani ufficiali dell’Esercito dell’Accademia di Modena la possibilità di frequentare un corso di laurea in Filosofia, nel timore di una presunta ‘militarizzazione dell’Ateneo’. Mi addolora ancora di più che tutto questo sia avvenuto proprio in una città colta e aperta come Bologna, nella più antica Università al mondo, che da sempre rappresenta un punto di riferimento internazionale dei valori di laicità, cultura e pensiero. Un ateneo deve per sua natura promuovere una cultura basata sulla libertà, sulla tolleranza, sul rispetto delle differenze e sull’uso critico e ragionato delle idee, senza che una sola visione domini sulle altre. Deve operare per il progresso intellettuale dell’uomo. Di qualsiasi uomo. E Bologna lo ha sempre fatto”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, su Facebook. “D’altronde un’università non può essere gestita come una sezione di partito, chiudendosi rispetto all’esterno. Infine, a questi professori e ai sostenitori di tale scelta voglio ricordare che gli ufficiali a cui è stato negato il diritto allo studio hanno giurato sulla Costituzione per garantire la sicurezza dei cittadini, compresa la loro, e che questi militari si sono impegnati a farlo, ove necessario, a costo della loro stessa vita”, ha aggiunto Piantedosi.
Sul caso, interviene anche Nicola Fratoianni di Alleanza Versi Sinistra. “Vari ministri si lamentano della scelta del Dipartimento di Filosofia dell’ateneo di Bologna che ha deciso di non attivare un corso riservato ai soli ufficiali dell’esercito. In questa vicenda ciò che trovo più strano è che l’Esercito abbia chiesto un corso riservato, chiuso ed esclusivo. Quali altre categorie hanno chiesto e ottenuto corsi universitari riservati e il cui accesso fosse impedito ad altre tipologie di studenti?”, si chiede Fratoianni, che conclude affermando che gli ufficiali delle Forze Armate possono quindi liberamente iscriversi ad uno dei corsi esistenti.

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