E stasera Achille non dormirà da solo. La abbraccerà, la stringerà come il peluche più caro questa coppa. I suoi compagni gliela porteranno in ospedale, chissà a che ora della notte, dopo aver stracciato Brescia 3-0 nella Serie Scudetto. Il 17ettesimo Scudetto. Quello che salva una stagione ma che si impregna di un significato enorme. Non di sport, di vita.
74 a 96, e – pensando a come si era messa la serie con Venezia ai quarti di finale – la Virtus ha dimostrato di avere cuore, carattere e campioni. Tre C a cui ne va aggiunta una quarta, quella del Coraggio, per la notizia che è arrivata alla vigilia
La colossale e imponente figura di Shengelia, MVP indiscusso dei play-off, un Hackett tirato a lucido per il gran finale, un Cordinier instancabile e una squadra compatta, unita fino alla fine, che ha lottato in semifinale arrivando a vincere due volte a Milano e spazzando via Brescia in tre partite. All’inizio del playoff sembrava ci si dovesse stringere per l’ultimo ballo di Beli, ora l’abbraccio e la dedica della vittoria va tutta ad Achille Polonara. La Virtus è Campione d’Italia, e la Coppa per stanotte è al sicuro