Si chiama 'La caciotta fatta nei caseificio della Dozza' ed è effettivamente prodotta fra le mura del carcere di Bologna da un gruppo di detenuti, formati grazie a un'iniziativa di FID, Fare Impresa in Dozza, progetto lanciato da GD, Ima e Marchesini Group. Il caseificio, dopo una breve esperienza nel 2020, riapre con l'intervento di Granarolo. E sono tre i detenuti già al lavoro, assunti e pagati secondo contratto nazionale di categoria, ma a regime dovrebbero diventare sei. Il latte è donato dalla coop di allevatori Granlatte Granarolo, viene pastorizzato nello stabilimento di via Cadriano e trasportato e lavorato nel carcere. A fianco dei detenuti ci sono maestri casari, manutentori e responsabili sicurezza e qualità della galassia Granarolo. All'inaugurazione: la direttrice dell'istituto Rosa Alba Casella, la ministra del Lavoro Marina Calderone, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale e il sindaco di Bologna Matteo Lepore.