Una volta al governo di Bologna, "la misura della Città 30 verrà abolita. Introdurremo invece un modello di mobilità equilibrato, con limiti di velocità mirati dove servono davvero, senza penalizzare l'intera città". E' la promessa elettorale di Alberto Zanni, presidente di Confabitare e candidato sindaco di "Una nuova Bologna". Zanni parla di ennesima dimostrazione di un approccio ideologico alla mobilità urbana che penalizza i cittadini e teme anche che il ritorno di Bologna 30 finisca per "aggravare una situazione già complessa per i numerosi cantieri, con il traffico congestionato che rischia di produrre più emissioni". Critiche anche Costanza Bendinelli ed Erika Seta di Azzurro Donna Forza Italia, che in una nota congiunta paragonano il limite a 30 km/h a un "esercizio di immaginazione in una città del paradosso: con l’arrivo del tram, le carreggiate si restringono, compaiono corsie promiscue e la circolazione diventa sempre più complessa. La velocità media reale in città oscilla tra la “marcia ferma” e un generoso tetto massimo di 10 km/h. In questo contesto, fissare il limite a 30 km/h non appare come una restrizione, ma come una speranza". [Solo immagini]
La rivolta contro Bologna 30. Zanni (candidato Una nuova Bologna): “Una volta al governo della città, la aboliremo”
Erika Seta (Azzurro Donna Fi): "Città del paradosso"