Una telefonata ingannevole, il pretesto di controllare i preziosi dopo un fantomatico furto in gioielleria, poi l’arrivo di un complice alla porta che in breve si allontana con il bottino. E' questo lo schema utilizzato per mettere a segno una serie di truffe ai danni di anziani tra Bologna e San Lazzaro di Savena. Il presunto responsabile, identificato e arrestato dai carabinieri della compagnia di San Lazzaro, è un 21enne di origine tunisina, residente a Caivano (Napoli), accusato di truffa e furto aggravato in concorso. E' stato rintracciato a Sesto San Giovanni, nel Milanese, e su richiesta del Pubblico Ministero, il Giudice ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere. I fatti di cui risponde sono avvenuti a inizio marzo. A finire nel mirino: una coppia di 81 e 75 anni nel capoluogo emiliano e una donna di 65 anni a San Lazzaro, contattati telefonicamente da un uomo che gli ha fatto credere di essere coinvolti in un’indagine su un furto di preziosi. Per dimostrare di essere estranei, avrebbero dovuto mostrare i gioielli che avevano in casa a un incaricato che si sarebbe presentato di persona per verificarli. Nel caso della coppia bolognese, il raggiro è andato a segno: i due anziani sono stati derubati di oggetti per un valore di circa 50.000 euro. A San Lazzaro, la vittima 65enne aveva intuito l’inganno e ha reagito, costringendo alla fuga il truffatore, che era comunque riuscito a impossessarsi di monili per circa 3.000 euro. Fondamentali, nelle indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di San Lazzaro, si sono rivelate le testimonianze raccolte e le immagini di un videocitofono, che hanno consentito di identificare l’uomo che si era presentato a casa delle vittime, appunto il 21enne che ora è finito in carcere.