Ad accorgersi che non si muoveva sono stati, poco dopo le 9, alcuni agenti della polizia locale. Qualcuno l’aveva vista anche prima, straiata sotto il portico di Palazzo d’Accursio vicino all’ingresso della farmacia comunale di Piazza Maggiore, ma sembrava che dormisse, sotto alcune coperte e con accanto la sua carrozzina. La donna invece, una disabile di 62 anni, era già morta, forse per un malore che l’ha stroncata durante la notte proprio nel cuore di Bologna, ma le cause precise del decesso sono ancora da accertare.
Si chiamava Pietrina Pisano ma da tutti era conosciuta come Valentina: di origine siciliana, abitava da tempo nel Bolognese. Non era una senzatetto anche se da qualche tempo viveva spesso per strada. Attualmente era inserita in una struttura residenziale per disabili a Porretta Terme, da dove più volte si era allontanata. Lo ha fatto anche fra venerdì e sabato scorsi, per venire in città. La donna era seguita dal Sert per problemi di alcolismo ed era conosciuta anche dai servizi di strada di Bologna.
“Era buona e molto generosa, ma quando prendeva i soldi della pensione veniva in centro a comprare da bere” raccontano alcuni amici che spesso passavano le giornate con lei. Uno di loro ha riferito di avere dormito anche lui questa notte sotto il portico del comune e di averla sentita russare intorno alle 3.30. Il decesso, probabilmente, è sopraggiunto nelle ore successive, in un’alba piuttosto gelida. A quanto pare, la 62enne aveva alle spalle un passato difficile con problemi di depressione. Era su una sedia a rotelle dal 2010, dopo un brutta caduta durante un tentativo di suicidio. L’area dove la donna è morta è stata transennata per tutta la mattina dalla polizia locale. Sul posto anche l’assessore comunale al Welfare Luca Rizzo Nervo. Viste le circostanze del decesso, non è stata disposta l’autopsia.
“Esprimo a nome di tutta l’Amministrazione comunale e del Sindaco di Bologna il cordoglio per la morte della signora trovata senza vita in Piazza Maggiore, accanto al Palazzo Comunale” ha dichiarato l’assessore al Welfare Luca Rizzo Nervo, confermando che la donna era in carico ai servizi sociali di Vergato ed era stata collocata in una struttura sociosanitaria di Porretta. “Negli anni, sempre nella responsabilità dei servizi sociali di quel territorio -ha aggiunto- ha alternato momenti in cui ha accettato l’accoglienza, ad altri dove è prevalsa la vita di strada. Abbiamo a lungo parlato con la responsabile del Servizio Sociale dell’Unione dei Comuni dell’Appennino, che conosce la signora e la sua storia -ha concluso Rizzo Nervo- e ci ha rappresentato la continuità di interventi messi in campo per accompagnare la condizione e le scelte della signora.”
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