E' un rarissimo opuscolo cinquecentesco, l’“Odae felices, per Nicolaum Nomesèium”, l'opera recuperata dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e restituito alla Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio di Bologna, dalla quale era sparito dopo i bombardamenti del 1944. L'opuscolo, stampato a Roma nel 1588 e oggi considerato l’unico esemplare accertato in Italia, faceva parte della vasta raccolta donata nel 1931 dal marchese Aldobrandino Malvezzi de’ Medici e risultava disperso dagli inventari successivi ai bombardamenti che colpirono Bologna alla fine della Seconda Guerra.
Le verifiche degli investigatori sono scattate alla fine del 2024, quando per l’opera era stato richiesto un Certificato di Avvenuta Importazione alla Soprintendenza di Torino. L’esame del frontespizio ha rivelato un timbro e una nota manoscritta – «Ulyssis Aldrovandi et amicorum» – riconducibili all’ambiente del naturalista Ulisse Aldrovandi e al cosiddetto “lascito Malvezzi”. Da qui il sequestro del bene, già destinato alla vendita all’estero. Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire parte della provenienza: l’opuscolo era stato acquistato da un collezionista emiliano tramite una libreria antiquaria statunitense, dopo un passaggio commerciale anche a Zurigo, confermando l’illecita esportazione. Determinante per l’identificazione è stata una sigla a matita, “UA”, attribuita al bibliotecario settecentesco Lodovico Montefani Caprara, che al tempo aveva contrassegnato in questo modo i volumi di Aldrovandi giunti alla biblioteca bolognese. Un dettaglio che, a oltre due secoli di distanza, ha consentito di ricondurre con certezza l’opera al fondo originario.
L’edizione, definita dagli esperti di eccezionale importanza, è nota finora solo in un altro esemplare conservato presso la Biblioteca Nazionale di Francia. Questo recupero restituisce alla collettività un tassello significativo del patrimonio librario bolognese, che conta oltre 1,3 milioni di opere.