Si chiamava Attilio Franzini, aveva 47 anni e abitava a Formia, in provincia di Latina. Era un tecnico specializzato della
Salcef, impresa romana che ha in appalto dalle Ferrovie alcuni interventi di manutenzione e la scorsa notte ha perso la vita in un tragico incidente sul lavoro, avvenuto verso le 4.30 sulla linea Bologna – Venezia, a ridosso della stazione di San Giorgio di Piano. Un treno, l’Intercity Roma – Trieste, lo ha travolto in pieno, non lasciandogli scampo. Da una prima ricostruzione delle Ferrovie, sembra che al momento dell’investimento l’operaio si fosse spostato dal binario interessato dai lavori e dove la circolazione era sospesa, appunto per i lavori in corso. Per motivi da chiarire, avrebbe raggiunto un altro binario, rimasto attivo e sul quale, poco dopo, è transitato il convoglio che lo ha travolto. A chiarire la dinamica precisa dell’incidente sarà la Polfer, coordinata dalla Procura di Bologna. L’obiettivo è capire perché l’operaio si trovasse su quel binario, se qualcosa non abbia funzionato nei sistemi di sicurezza e nelle comunicazioni, o se possa esserci stato qualche tipo di errore. L’indagine è per omicidio colposo, al momento nei confronti di ignoti, visto il poco tempo trascorso dal fatto. L’Intercity Roma – Trieste è potuto ripartire verso le 7.30, con un ritardo di 198 minuti. Solo alle 8, terminato l’intervento dell’autorità giudiziaria, la circolazione ferroviaria è ripresa, con inevitabili ritardi sulla linea.
Rete Ferroviaria Italiana in una nota esprime il proprio cordoglio e la vicinanza ai familiari di Attilio Franzini, un messaggio che si aggiunge a quelli del mondo politico: dal ministro dei trasporti Salvini al viceministro, il bolognese Galeazzo Bignami, che auspica che i fatti vengano quanto prima accertati e che venga fatta luce sulla dinamica. “La sicurezza dei lavoratori e dei passeggeri deve essere una priorità assoluta, non solo nelle parole” commenta il capogruppo democratico in commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo, mentre Nicola Fratoianni (di Alleanza Verdi Sinistra), parla della ‘ennesima morte di un lavoratore in appalto, un copione che sembra già tristemente scritto”. Anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil di Bologna, in una nota congiunta, descrivono la tragedia di oggi come “l’ennesimo morto che era dipendente di ditta esterna in appalto, dopo la centrale Enel a Suviana e dopo tanti altri incidenti mortali sul lavoro. Il sindaco di San Giorgio di Piano, Paolo Crescimbeni, ha espresso vicinanza ai familiari dell’operaio deceduto: “Uscire di casa, salutare i propri famigliari per andare al lavoro e lì morire è una cosa inaccettabile. Abbiamo oltre mille morti l’anno e questo è un problema che va affrontato, cambiando la mentalità e lavorando sulla cultura della sicurezza.”