La Procura generale di Bologna, con la sostituta Pg Licia Scagliarini, ha chiesto di confermare la condanna a 30 anni, inflitta in primo grado, per Giuseppe Cappello, ritenuto responsabile dell’omicidio di Kristina Gallo, la 26enne trovata morta il 26 marzo 2019 nell’appartamento della periferia di Bologna dove viveva. La ragazza, con cui l’imputato aveva una relazione, fu ritrovata in casa nuda e con le gambe sotto al letto. Dopo la Procura ci sono state le arringhe degli avvocati di parte civile, i familiari della vittima, assistiti dall’avvocato Cesarina Mitaritonna e l’associazione La Caramella Buona onlus, rappresentata dall’avvocato Barbara Iannuccelli, e infine ha parlato l’avvocato Gabriele Bordoni, difensore di Cappello, che ha chiesto l’assoluzione. Al termine dell’udienza il presidente della Corte d’Assise d’Appello, Orazio Pescatore, ha rinviato il processo al 20 giugno per le repliche e la sentenza. Il caso inizialmente fu mandato verso l’archiviazione dalla Procura come morte naturale e poi venne riaperto successivamente, con l’ipotesi di omicidio aggravato dallo stalking che ha portato ad accusare e arrestare tre anni dopo il 44enne.
Omicidio Kristina Gallo: l’accusa chiede la conferma a 30 anni per l’ex fidanzato