Minacce al sindaco Lepore durante il corteo di ‘Mubasta’

Minacce al sindaco Lepore durante il corteo di ‘Mubasta’

Non sono solo i danni o gli atti vandalici in sé a confermare che il clima di tensione rischia ormai di superare i limiti della protesta civile, ma soprattutto i toni dei cori e delle scritte minacciose, di cui il sindaco, la sua giunta e il Pd sono i principali bersagli. "Pilastro libero, Lepore nel cemento" si leggeva in uno dei cartelli esibiti durante la manifestazione che ha sfilato fra il pomeriggio e la serata di domenica, organizzata da vari gruppi e sigle per protestare, ancora una volta, contro la realizzazione del Muba, il museo dei bambini, che il Comune di Bologna vuole costruire nel parco Mitilini Moneta Stefanini del Pilastro, progetto che comporta fra le altre cose il taglio di alcuni alberi. Durante il corteo, partito dal giardino Parker Lennon e arrivato verso le 21 al Pilastro, a ridosso del cantiere del futuro museo, si è anche sentito intonare lo slogan "Questa notte ho fatto un sogno, il cantiere non c'era più, il cemento se n'era andato e Lepore a testa in giù”. Al sindaco è stato dedicato anche un cartonato, che lo ritrae mentre impugna una motosega, oltre a diverse frasi offensive con cui sono state imbrattate le sedi del Quartiere San Donato- San Vitale, in piazza Spadolini, e la caserma della Guardia di Finanza in via Magazzari. Non sono mancati i danneggiamenti alle transenne dei cantieri del tram, i lanci di bottiglie contro le forze dell'ordine, poi qualche momento di tensione quando gli attivisti sono arrivati davanti al cantiere del Muba, anche se non ci sono stati scontri. Diverse le espressioni di condanna contro le scritte e le frasi minacciose. “Esprimo solidarietà a Matteo Lepore, per nuove scritte intimidatorie -ha detto il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera Galeazzo Bignami, secondo il quale queste scritte “confermano un clima di tensione e intolleranza politica che non va alimentato ma arginato con determinazione e senza ambiguità da parte delle forze politiche di ogni schieramento”. Il deputato Pd Andrea De Maria critica in particolari gli imbrattamenti alla facciata del quartiere, dove c’è la lapide che ricorda i caduti nella Lotta di Liberazione. “Un atto inaccettabile e un insulto alla memoria -dice- che non ha alcuna giustificazione.” Il sindacato di polizia Sap esprime totale solidarietà ai colleghi delle Fiamme Gialle, la cui caserma è stata a sua volta imbrattata, e a tutte le forze dell'ordine, sempre più spesso bersaglio di frasi dal contenuto violento.