Negli ultimi sei mesi la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e Monopoli hanno intensificato l’attività di contrasto al traffico illecito di valuta all’aeroporto Marconi di Bologna. I controlli messi in campo, con un piano d’azione congiunto per monitorare e controllare i flussi di passeggeri in arrivo e in partenza, si sono concentrati in particolare sui voli a maggior rischio. Una strategia che ha portato all’intercettazione di oltre 180 passeggeri – di cui 9 tutti stranieri salvo uno originario di Martina Franca e tutti e nove residenti nel bolognese – che tentavano di trasferire valuta senza dichiarazione per un importo complessivo di 2,8 milioni di euro. La normativa vigente stabilisce l’obbligo di dichiarare in dogana somme pari o superiori a 10.000 euro per i trasferimenti in entrata o in uscita dal territorio nazionale. La maggior parte dei trasgressori ha scelto di estinguere immediatamente la violazione attraverso il pagamento della sanzione prevista, usufruendo così dell’istituto dell’oblazione. Tuttavia, per tre passeggeri recidivi – quindi già sanzionati in misura ridotta negli ultimi cinque anni – è stato applicato il sequestro amministrativo di parte della valuta trasportata: dei tre uno risiede a San Giorgio di Piano e uno a Marzabotto. Tra i casi più significativi quello di un cittadino marocchino residente a Parma e proveniente da Casablanca, fermato con oltre 50.000 euro in contanti non dichiarati. In questo caso la normativa prevede il sequestro del 50% della somma eccedente il limite consentito, pari ad oltre 20.000 euro. Questi episodi evidenziano come queste violazioni, apparentemente di natura amministrativa, possano celare fenomeni molto più gravi, come il riciclaggio di denaro e il finanziamento di attività illecite. I risultati raggiunti sono frutto di una stretta collaborazione tra la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e Monopoli, rafforzata dal protocollo d’intesa siglato il 3 Aprile 2023 proprio per il presidio della frontiera aeroportuale.