È morto Otello Dalla Casa, ultimo sopravvissuto bolognese al campo di concentramento di Grunhain

È morto Otello Dalla Casa, ultimo sopravvissuto bolognese al campo di concentramento di Grunhain

È morto Otello dalla Casa, l’ultimo bolognese sopravvissuto fra gli internati nel campo di Grünhain, in Germania, poi insignito della medaglia d’oro al valore della Repubblica. Aveva 101 anni. Nato a Medicina (Bologna) il 28 dicembre 1924, fu soldato del 63/mo reggimento Fanteria. Fu catturato appena dopo l’8 settembre 1943 e deportato in Germania in un campo di concentramento perché si rifiutò di arruolarsi alla Repubblica di Salò. Rimase in Germania fino al luglio 1945.

“Impegnato nella vita civile della nostra comunità – lo ricorda il deputato Pd Andrea De Maria – Sempre fedele agli ideali di libertà e democrazia che ha difeso dal nazismo e dal fascismo”.  Testimoniò con la sua scelta di non arruolarsi nella Repubblica di Salò, mettendo a rischio la propria vita, che era possibile rifiutare la dittatura nazi-fascista. Per lui libertà e democrazia, sono state le cifre distintive di una lunga vita”. Lo ricordano così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni. “Ha dedicato parte della sua vita a incontrare studentesse e studenti per raccontare, nell’ambito di progetti didattici di memoria storica, la sua esperienza nel lager nazista. Il suo grande impegno resterà una guida per tutti noi”, aggiungono de Pascale e Allegni.

“Bologna piange Otello Dalla Casa. Con lui scompare uno degli ultimi testimoni di una delle pagine più buie dell’Europa e del nostro Paese. La sua scelta di non arruolarsi nella Repubblica di Salò, a costo di rimanere dal settembre del 1943 al luglio 1945 nel campo di concentramento di Grünhain in Germania, è rimasto un esempio nella storia del movimento contro la dittatura nazi-fascista. Così come il suo impegno, negli anni successivi, nel trasmettere la sua esperienza nel lager nazista ai ragazzi delle scuole. Il cordoglio mio e dell’Amministrazione comunale alla famiglia e a chi, insieme a lui, ha condiviso in questi anni l’impegno per mantenere viva la memoria dell’orrore nazi-fascista.”