Omicidio del capotreno: domani al via il processo a Marin Jelenic

Comincia domani, 13 maggio, davanti alla Corte d’Assise di Bologna il processo per l’omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, il 34enne ucciso con una coltellata il 5 gennaio nel parcheggio della stazione di Bologna. Unico imputato è il 36enne croato Marin Jelenic, senzatetto, arrestato il giorno dopo a Desenzano del Garda e da allora in carcere. Nei suoi confronti è stato disposto il giudizio immediato, un procedimento che si attiva quando si ritiene che le prove siano evidenti e consente di saltare l'udienza preliminare. La Procura di Bologna, con il Pm Michele Martorelli, gli contesta anche le aggravanti dei motivi abietti e del delitto commesso nei pressi di una stazione ferroviaria. Tra le prove a suo carico: il sangue della vittima su scarpe e coltello dell’imputato, oltre al dna di Jelenic sull’impugnatura dell’arma. Le telecamere mostrano inoltre l’uomo mentre segue Ambrosio per circa 10 minuti prima dell’aggressione e mentre fugge subito dopo. Resta però incerto il movente, anche se tra le ipotesi che sono emerse c'è quella di un’aggressione per ritorsione, dopo che il capotreno aveva trovato il croato senza biglietto. I genitori di Ambrosio sono assistiti dall'avvocato Alessandro Numini. La difesa, affidata all’avvocato Christian Di Nardo, a quanto si apprende sosterrà che il caso sia fondato solo su indizi, sottolineando inoltre le fragili condizioni mentali dell’imputato. Sono previsti circa trenta testimoni tra accusa e difesa. Anche il Comune di Bologna ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo al via domani.