La brutta notizia è arrivata in un sabato sera in cui le speranze, con il passare dei giorni dopo l’incendio della notte di Capodanno a Crans-Montana, si stavano facendo sempre più flebili. Giovanni Tamburi, il 16enne bolognese rimasto coinvolto nel rogo al bar Le Constellation, è stato identificato ufficialmente tra i deceduti, dopo che la certezza è arrivata dall’esame del Dna. Il ragazzo, studente del liceo Righi di Bologna, stava trascorrendo le festività nella località svizzera insieme al padre e la sera della tragedia aveva deciso di passare qualche ora nel locale con un gruppo di coetanei. Un amico aveva raccontato i drammatici istanti della fuga: Giovanni era dietro di lui mentre cercavano di scappare, poi è sparito. Nelle ultime ore sono stati identificate anche le altre vittime italiane, tutti ragazzi giovanissimi. In mattinata, nella chiesa di Saint Cristophe nella cittadina svizzera, c’è stata una messa e in tanti hanno lasciato mazzi di fiori. L’inchiesta intanto va avanti e da ieri i due titolari del locale – i francesi Jacques e Jessica Moretti- sono ufficialmente indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi. E’ inoltre emerso che Jacques Moretti era già noto alla giustizia francese, perché coinvolto in ”casi di sfruttamento della prostituzione, risalenti a circa vent’anni fa, nonché in un caso di rapimento e sequestro di persona, ed è stato anche detenuto in Savoia”.
La famiglia di Giovanni Tamburi, imparentata con i Sassoli de’ Bianchi e legata al mondo dell’imprenditoria, è molto nota in città. Il 16enne era figlio di Giuseppe Tamburi, alla guida di Rinaldi 1957, azienda che importa e distribuisce vini e liquori pregiati. Su Instagram, il liceo Righi ha pubblicato un messaggio di condoglianze: “Ci impegneremo al massimo -si legge- per far sì che Giovanni non venga dimenticato nella nostra scuola. In questo momento difficile è importante rimanere uniti come studenti e far sentire l’importanza di ognuno di noi”.
Nel pomeriggio, nella parrocchia di Sant’Isaia in via de’ Marchi 31, c’è stato un momento di preghiera per Giovanni: era stato organizzato prima della notizia della sua morte accertata ed è poi diventato una veglia funebre. All’iniziativa, organizzata dal suo professore di religione, Vincenzo Passarelli, hanno partecipato tanti amici e compagni di scuola, oltre al cardinale Matteo Zuppi.
Intanto, l’ambasciatore d’Italia in Svizzera ha detto che i rientri a casa delle vittime italiane della strage potrebbero avvenire già domani con un volo di Stato.




