Vianelli: “Bene il progetto del ‘tubone’, se i tempi saranno rispettati e se nel frattempo si faranno altri interventi”

Il Comitato Ravone Sicuro accoglie positivamente il progetto di una galleria sotterranea per mettere in sicurezza Bologna dalle piene del torrente che a ottobre 24 allagò mezza città. Regione e Comune hanno illustrato ieri l'ipotesi di intervento, che prevede la realizzazione di una 'galleria scolmatrice' lunga 2,5 km che dalla collina, dove inizia la tombatura del corso d'acqua, porti la piena direttamente al fiume Reno, senza attraversare Bologna. La speranza -secondo l'alluvionato 'zero' Luca Vianelli- è che i tempi già lunghi siano rispettati, e che nel frattempo si facciano altre opere per proteggere la popolazione. "L'impressione è ovviamente favorevole perché finalmente è stato dato un annuncio di cosa si intende fare per risolvere il problema, perché fino a ieri le soluzioni erano due: vasche di laminazione in collina o galleria sotterranea, adesso sappiamo che la scelta è caduta sul cosiddetto 'tubone', che sarà questa galleria di 2,5 km. È ovvio che questa è la soluzione -spiega Vianelli- ma auspichiamo che nel frattempo si metta mano anche alla famosa fase due, cioè quegli interventi che seppur minori possono contribuire a migliorare l'efficienza idraulica del Ravone. E poi c'è la manutenzione, perché non dimentichiamo che il 'tubone' risolverà il problema dell'acqua che non entrerà in città in maniera pericolosa, ma rimane il discorso della manutenzione in collina." I cittadini sono consapevoli che si tratta di un progetto dai tempi lunghi. "Speriamo che le tempistiche, che ci sono state date come tempistiche di massima in 10 e 12 anni, alla fine non siano le solite tempistiche dei lavori pubblici italiani che partono con 10 anni e diventano di 20, vedi Genova con lo scolmatore del Bisagno. Quella è un'opera sicuramente molto più grande rispetto alla nostra -prosegue Vianelli- perché lì si parla di una portata di progetto di 450 m3 al secondo, qui invece si stimano da 40 a 70 m3 al secondo. Però sicuramente dipende dal macchinario che verrà usato, da cosa verrà trovato quando iniziano a scavare." Il comitato accoglie positivamente anche il fatto che il presidente della Regione Michele Pascale ha detto che questo progetto si farà costi quel che costi. "Questo è un impegno che accogliamo sicuramente con favore -ammette Vianelli- soprattutto sapendo appunto che i costi di queste opere si incrementano rispetto alle previsioni iniziali, e sapere che la Regione ha dichiarato pubblicamente che si farà carico di eventuali esigenze extra, questo, diciamo, è sicuramente favorevole." Per il Comitato, l'importante è che i circa 10.000 cittadini che vivono lungo l'asta del Ravone vengano messi in sicurezza sia fisicamente, sia economicamente. "Che cosa non ci convince di questo progetto? Spero nulla, ma il dubbio è sempre che all'annuncio poi i fatti non abbiano un seguito concreto."